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«Condotta politicamente inopportuna,
Revoca per garantire
serenità al mandato»

ASCOLI - Svelate le motivazioni ufficiali contenute nel decreto sindacale firmato dal sindaco Guido Castelli per la revoca delle deleghe a Valentino Tega. Ribadita la stima personale e professionale
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Guido Castelli e Valentino Tega

Revoca dell’assessore Valentino Tega, svelato il provvedimento ufficiale del sindaco Guido Castelli. All’albo pretorio del Comune è on line da lunedì il decreto sindacale numero 18 del del 30 aprile scorso con Castelli ha revocato le deleghe all’assessore ai lavori pubblici dopo il caso Picchio Gas. Ecco i tratti salienti:  «Nei giorni scorsi il sottoscritto -scrive Castelli- ha appreso che l’Assessore Tega detiene il 21,88% delle quote della Picchio Gas srl, società costituitasi nel marzo 2018, attualmente inattiva, avente per oggetto la commercializzazione del gas.

Il provvedimento del sindaco

La notizia ha ingenerato nella comunità dubbi sulla legittimità della condotta amministrativa dell’Assessore e sulla sussistenza di potenziali conflitti di interesse; la condotta dell’Assessore, allo stato lecita e legittima, appare politicamente inopportuna in relazione al rapporto di fiducia che caratterizza l’incarico assessorile». Castelli prosegue ribadisce la stima nella persona: «Considerato -prosegue- che il perseguimento del pubblico interesse e la necessità di preservare le istituzioni comunali da tentativi di strumentalizzazione politica volti a inficiare l’immagine dell’Ente e la buona amministrazione sin qui posta in essere impongono la revoca della delega conferita nonché dell’Assessorato relativo. Il presente provvedimento non implica nessun genere di valutazione sulle qualità personali o professionali dell’assessore revocato, ben note e confermate, né è da intendersi sanzionatorio, ma piuttosto è finalizzato a garantire la serena prosecuzione del mandato amministrativo per il superiore interesse della comunità amministrata». Tra il sindaco e l’ex assessore, legati da un rapporto ultra ventennale di militanza politica, comunque i rapporti personale non sarebbero stati tranciati dal caso Picchio Gas e già ci sarebbero all’opera dei “pontieri” in grado di ricucire a tempo di record lo strappo magari con una “cena della pace”.

r.p.


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