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“Così in terra”, il Piceno
post sisma a Cannes

CINEMA - Il corto di Pier Lorenzo Pisano in concorso sulla Croisette nella sezione Cinèfondation. E' stato girato tra i comuni di Acquasanta Terme e Roccafluvione. Protagonista Roberto Citran (nei panni di un prete) e l'indigena Angelarosa Orsini

Una immagine da “Così in terra”

La storia di un prete che, da esterno, si trova a rapportarsi con un paesino terremotato. Davanti a persone che hanno perso tutto. Anziani, bambini, figli, padri. Senza più retorica da opporre, faticando a comprendere. Si intitola “Così in terra” il corto che Pier Lorenzo Pisano ha girato tra Acquasanta Terme e Roccafluvione, in location quali Quintodecimo, Tallacano, San Vito, le cascate di Forcella e il Mulino Pompili.
Interpretato da Roberto Citran e, per la prima volta sullo schermo, dall’indigena Angelarosa Orsini, l’opera sarà proiettata niente meno che al Festival di Cannes in corso di svolgimento, nella sezione Cinèfondation dedicata ai lavori realizzati dagli studenti di cinema di tutti i paesi del mondo. Su 17 film scelti tra i 2.426 presentati, in rappresentanza di 14 stati, “Così in terra” è l’unico corto selezionato per l’Italia. Un risultato senza dubbio prestigioso, che di sicuro servirà anche a tenere alta l’attenzione sulle zone colpite dal sisma. Non a caso, tra il 14 ed il 15 maggio, sarà in Francia anche la vicepresidente della Regione Anna Casini.
«Sostenere film in cui il paesaggio giochi un ruolo importante e ispiri storie piene di significati condivisi, ci è sembrato un modo interessante e innovativo di lavorare sui temi della Convenzione europea per il paesaggio. -spiega la Casini- La realizzazione di “Così in terra”, poi, è stata l’occasione per occuparsi dei paesaggi colpiti dal sisma, creando un’opportunità unica sia per le comunità locali che per il paesaggio delle Marche».
Sempre a Cannes è stato proiettato il lungometraggio “La strada dei Samouni” di Stefano Savona, con le animazioni del pluripremiato animatore Simone Massi (nativo di Pergola), in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs. Era da “La stanza del figlio” di Nanni Moretti (Palma d’oro nel 2001) che le Marche non si mostravano sulla Croisette.


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