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“Sibillini”, una cooperativa
per dare spinta al turismo

MONTEMONACO - Premiata da Legacoop con il bando “Centro Italia Reload” da 22.000 euro. Mercoledì 16 maggio un’assemblea pubblica per chi vuole prendere parte all’iniziativa, che abbraccia anche i comuni di Comunanza, Montefortino, Montegallo, Castignano, Rotella e Montedinove
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di Maria Nerina Galiè

Dare un nuovo impulso alle innumerevoli potenzialità del territorio dei Sibillini era un’idea che frullava da un po’ nella testa di Silvio Antognozzi, presidente di Piceno Dmo, e di Ugo Pazzi, presidente regionale Slow Food. L’occasione di creare un cluster di imprese e servizi, per offrire pacchetti turistici completi e funzionali, è arrivata dal bando “Centro Italia Reload” di Legacoop nazionale, rivolto a nuove cooperative di comunità e start up nei Comuni del cratere.

Antognozzi e Pazzi

Lo scorso 8 maggio ad Ancona sono state premiate, con 22.000 euro ciascuna, sei nuove realtà imprenditoriali nella provincia di Ascoli, due a Fermo e tre a Macerata. Tra queste, la cooperativa di comunità “Sibillini”, con sede a Montemonaco ma che abbraccia anche i comuni di Comunanza, Montefortino, Montegallo, Castignano, Rotella e Montedinove. Questo il direttivo della neonata coop: Ugo Pazzi presidente, Silvio Antognozzi vice presidente, Anna Laura Fioravanti, Rosangela Censori, Francesco Fortuni, Selene Trivelli e Sara Calisti i consiglieri.
Al momento l’iniziativa coinvolge una ventina di operatori locali, altrettanti sono in lista per essere accolti e ad altri ancora verrà data l’opportunità di entrare a farne parte nel corso di una pubblica assemblea che si terrà il prossimo mercoledì 16 maggio alle ore 18 nella sala San Michele di Montemonaco.
«Il nostro territorio -ha spiegato Antognozzi, titolare della struttura ricettiva “La Cittadella” di Montemonaco- è piccolo ed omogeneo, paragonabile ad un villaggio turistico. E’ però privo di animazione, intesa come la motivazione che possa attrarre l’utente. Fino ad ora abbiamo goduto di un turismo spontaneo, continuato nonostante il terremoto del 2016 che ha picchiato duro e messo a nudo criticità già esistenti». Proprio dal terremoto sono arrivati messaggi di speranza, con «persone che hanno continuato a sceglierci anche solo per solidarietà», ha evidenziato Antognozzi. E dalla tragicità degli eventi sono sgorgati gli aiuti economico ai quali attingere per guardare al futuro con ottimismo e rinnovato spirito imprenditoriale. «Sono state messe a disposizione risorse dalla Fondazione Carisap, dal Gal Piceno, e dalla Camera di Commercio. Basta solo saper cogliere le opportunità», ha riferito ancora il vice presidente.
Sono quattro i principali settori che le imprese consociate andranno a sviluppare nello splendido scenario dei monti Vettore e Sibilla, dei laghi di Gerosa e Pilato, e del sentiero dell’Infernaccio.

Il Lago di Gerosa

Il turismo esperienziale, outdoor, culturale e naturalistico; l’enogastronomia, i servizi di supporto, logistica e collegamento; il marketing.
L’aspetto enogastronomico sarà affidato a Slow Food, a cui fanno capo numerosi produttori agroalimentari, molti dei quali già adepti del “Mercato della Terra”, attivo a Comunanza. «Si andrà ad ampliare l’offerta turistica -ha riferito Pazzi- con l’apertura di punti vendita, all’interno o in prossimità delle strutture ricettive aderenti ed in altri luoghi preposti, e la vendita on line con recapito a domicilio. Qui sarà utile il furgone attrezzato per il trasporto degli alimenti che Slow Food acquisterà con i soldi delle donazioni post sisma».
Quasi un anno fa l’associazione internazionale ha promosso una campagna di raccolta fondi per le aree del cratere, “La buona strada, ripartiamo dal cibo”, finalizzata a diverse iniziative per il rilancio dei prodotti tipici e di peculiarità locali. Ben noto ormai il “Il Mercato della Terra” a Comunanza, ma in cantiere c’è anche l’acquisto di una caseificio mobile e di un furgone attrezzato da impegnare anche in Abruzzo, Umbria e Lazio.


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