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«Mozzarelle e carni bovine polacche
ai bambini della scuola materna»
Aperto il processo in tribunale

ASCOLI - Il rappresentante legale della coop che aveva in appalto il servizio mensa di un Comune della Vallata deve rispondere del reato di "frode nelle pubbliche forniture"
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Un noto manager/imprenditore è finito a processo per il reato di frode nelle pubbliche forniture (articolo 356 del codice penale con pene previste da 1 a 5 anni) per aver utilizzato, tramite la cooperativa di cui era legale rappresentante, nella preparazione dei pasti prodotti alimentari diversi “per qualità, origine e provenienza” da quelli previsti nel capitolato speciale d’appalto stipulato con un Comune della Vallata del Tronto per la refezione scolastica presso la scuola materna ed elementare.

Mauro Gionni

Secondo l’accusa, in particolare, sono stati utilizzati per sfamare i piccoli alunni prosciutto crudo senza marchio Dop o Igp; olio extravergine di oliva non proveniente da agricoltura biologica ed imballato in Pet anziché in vetro. E ancora: carni bovine provenienti dalla Polonia e/o prive del marchio Igp insieme a mozzarelle sempre “made in Poland” e quindi non oggetto di approvvigionamento quotidiano. Lunedì mattina in tribunale, di fronte al giudice Marco Bartoli, si è svolta la prima udienza del processo che è stata aggiornata al prossimo 28 gennaio 2019 per ascoltare i testimoni dell’accusa. I fatti risalgono al periodo 2012-2014. L’imputato è difeso dall’avvocato ascolano Mauro Gionni.


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