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Piscina termale, occorrono 6 milioni
Firmato il protocollo in Regione

ACQUASANTA TERME - Il documento certifica l'impegno dell'ente guidato da Ceriscioli nel recupero del bene, abbandonato da decenni ma nodale per le sue potenzialità. Parte della somma arriverà dagli sms solidali. Il sindaco Stangoni: «Questa è la volta buona, io ci ho sempre creduto»

La piscina termale abbandonata (foto Vagnoni)

Sarà la volta buona? Presto per dirlo. Ma i passi in avanti ci sono, e netti, così come i fondi: 6 milioni di euro per l’intero progetto. Di questi, 3 milioni devono essere “approvati” dalla commissione preposta della Protezione civile, poiché l’importo deriva delle donazioni ottenute con degli sms solidali. Dopodiché, presumibilmente a cavallo dell’estate, si procederà alla fase di progettazione.
Di sicuro, riaprire il complesso con la piscina termale (ricavata in una splendida grotta) di Acquasanta Terme sarebbe un traguardo importante per tutto il territorio, per quello che nel tempo ha rappresentato un punto di forza tanto prestigioso quanto, poi, celere nell’essere abbandonato per decenni.

Il sindaco Stangoni, Ceriscioli e Alessandra Stipa del Fai durante la firma

«Stavolta ci dovremmo essere, è più facile dire sì che dire no al progetto. Io ci ho sempre creduto», spiega il sindaco Sante Stangoni. Anche lui, stamattina, era presente alla firma del protocollo d’intesa tra Regione, Comune, Fai e Arpa Marche per l’adeguamento strutturale e funzionale dell’obsoleto impianto.
«Diamo il via materialmente al percorso di recupero di un bellissimo bene, mantenendo l’impegno preso qualche anno fa, indipendentemente dall’evento sismico. – ha detto il presidente della Regione Luca Ceriscioli– Restituiremo la realtà meglio di prima nel cuore di Acquasanta e poter immaginare il ritorno in un luogo così magico a servizio dell’umanità, sviluppando economia con il turismo quale motore di crescita, ci rende soddisfatti. La Regione ha ritenuto la proposta meritevole della massima attenzione per la ricaduta sul turismo e sulla ricettività delle zone, per gli effetti occupazionali e sociali legati alla valorizzazione di un elemento fortemente identitario sia per la comunità acquasantana sia per l’intera vallata del Tronto».

Lu. Ca.


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