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Ascoli e il tabù spareggi
da cancellare dopo i flop
a Foggia, Perugia e Messina

SERIE B - I bianconeri hanno perso due finali e una semifinale playoff per salire in B, rispettivamente contro Castel di Sangro (1996), Ancona (2000) e Messina (2001). Contro l’Entella è un playout e il Picchio si augura un ben diverso epilogo
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I tifosi del Picchio nella curva di Chiavari in occasione di Entella-Ascoli dell’1 maggio

di Bruno Ferretti

Premessa: i tifosi dell’Ascoli facciano tutti gli scongiuri del caso, ma la storia recente ci dice che negli spareggi post campionato per i bianconeri le cose sono andate sempre male. Tre su tre. Due finali e una semifinale per salire dalla serie C in B ovvero playoff. Stavolta con l’Entella è il primo playout e quindi potrebbe essere l’occasione per invertire la tendenza negativa, ovvero prevalere e salvarsi. Ed è questo l’augurio da rivolgere alla squadra di Cosmi.

Foggia, Perugia e Messina, in ordine cronologico, le tre città dove sono naufragate le speranze dell’Ascoli negli spareggi promozione per salire in B. Il primo è datato 24 giugno 1996, al termine del primo campionato del presidente Roberto Benigni. Allo “Zaccheria” di Foggia si affrontarono Ascoli e Castel di Sangro che in semifinale avevano eliminato, rispettivamente, Nocerina e Gualdo. L’Ascoli di Enrico Nicolini all’andata aveva sconfitto la Nocerina al “Del Duca” (1-0, gol di Mirabelli su rigore), pareggiando (-0 il ritorno a Nocera Inferiore. A Foggia i 90 minuti si chiusero pari senza gol, e fu 0-0 anche dopo i supplementari. Ai rigori prevalse il Castel di Sangro (6-5) causa gli errori dal dischetto di Mirabelli e Milana. Enorme fu la delusione, anzi la disperazione, dei circa 5.000 ascolani presenti convinti di tornare a casa con la serie B.

L’Ascoli Calcio 2000-2001

La seconda finale playoff per la promozione in B è datata 11 giugno 2000 allo stadio “Curi” di Perugia, campo neutro. Una finale derby perché si trovarono di fronte Ascoli e Ancona, a quel tempo fiere rivali. L’Ascoli in semifinale aveva eliminato la Viterbese di Gaucci guidata da Carolina Morace, prima donna allenatrice di una squadra professionistica maschile. A Viterbo i bianconeri si imposero 0-1 con un gol di Frati nel recupero. E poi vinsero con lo stesso punteggio (1-0 gol di Amore) anche il match di ritorno al Del Duca, anche se nel frattempo Gaucci aveva sostituito la Morace con Viscidi. La finale con l’Ancona si concluse in parità: 0-0. Ai supplementari l’Ascoli di Enzo Ferrari passò in vantaggio con Eddy Baggio, il classico gol dell’ex. Ma quando mancava un minuto e mezzo al 120° l’Ancona di Fabio Brini (ex portiere bianconero) pareggiò con un tiro dal limite di Ventola. Con il pareggio (1-1) l’Ancora fu promossa in B grazie al miglior piazzamento in campionato. All’Ascoli e ai suoi seimila tifosi presenti al “Curi” rimase la più cocente delle delusioni per aver visto sfumare -in extremis- una promozione che sembrava ormai in tasca.

Nel successivo campionato 2000-2001 l’Ascoli ci riprovò ma fu eliminato nella semifinale playoff dal Messina. Al “Del Duca” il 27 maggio 2001 la squadra di Gianni Simonelli (subentrato dopo le prime 8 partite a Ferrari) vinse 1-0 con un rigore di Fontana, ma al ritorno – era il 3 giugno 2001 – il Messina si impose 2-1 con reti di Buonocore e Godeas, intervallate dal provvisorio pareggio del bianconero Montesanto. E anche quella volta l’Ascoli dovette cedere il passo causa il miglior piazzamento in campionato dei siciliani.

 


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