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«La mia nomina? Sorpresa totale
Il Papa è vicino ai terremotati»

CHIESA - Il neo porporato ascolano Giuseppe Petrocchi: «Vorrei essere un foglio di carta bianca su quale il Santo Padre può scrivere ciò che pensa»
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«Credo che con la mia nomina, Papa Francesco voglia dare il messaggio che è qui con noi, che vive insieme a noi i vari passaggi di un cammino che è teso alla Risurrezione, che non è soltanto la ricostituzione di ciò che c’era prima ma l’apertura ad una novità che viene da Dio». Sono le parole del neo cardinale ascolano Giuseppe Petrocchi, attuale arcivescovo de L’Aquila, rilasciate all’agenzia religiosa Sir. Petrocchi non ha nascosto la “sorpresa totale” seguita all’annuncio del Papa avvenuto domenica. «La mia nomina è un segnale della vicinanza di Papa Francesco a questa nostra terra così provata e alla gente che nel suo animo -ha aggiunto il porporato-  Si tratta di una chiamata a un abbassamento, non a un innalzamento in senso onorifico.

Giuseppe Petrocchi

Diventare cardinale significa servire ancora di più, con un cuore ancora più grande. Servire avendo questa piena sintonia di mente e d’anima con Papa Francesco. Cercando di essere un pastore così come la Provvidenza, nel suo magistero e nella sua azione, disegna». Petrocchi ha poi proseguito: «Credo che, avendo Papa Francesco un cuore che accoglie per una via privilegiata tutti i luoghi di sofferenza e le persone segnate dal dolore, non può non avvertire che L’Aquila è una città segnata dalla tragedia che chiede un amore speciale. Quello che sono e quello che ho… tutto metto interamente nelle sue mani (di Papa Francesco). Sarà Lui a darmi indicazioni. Vorrei essere – confida – un foglio di carta bianca, sul quale il Santo Padre può scrivere ciò che pensa. Vorrei essere una risposta alle indicazioni che ci darà; una risposta che pulsa allo stesso ritmo di carità che anima il Suo ministero. Essere all’unisono con Lui nel pensiero e nell’azione».

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