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Sandra Sprecacè, unica donna in corsa
«Con me un risparmio di 275.000 euro»

CASTEL DI LAMA - L'ex assessore della giunta Ruggieri scende in campo con la sua lista. «Sono una persona onesta, restituirò l'indennità». Tanti i giovani candidati: «Solo con una nuova classe dirigente cambieremo la politica, basta promesse e poltrone»
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di Claudio Felicetti 

Dopo la brevissima e traumatica esperienza di assessore nella giunta Ruggieri, Sandra Sprecacè, unica donna in lizza alle comunali del 10 giugno, vuole dimostrare di avere non solo tanti consensi ma anche tutte le caratteristiche del leader, e scende in campo con una propria lista.
Domenica 20 maggio, in una piazza Gramsci gremita di gente, la presentazione della squadra e del programma. Tanti i giovani per la prima volta in lista. L’unico candidato con esperienza amministrativa è l’ex assessore Pio Silvestri, suo compagno di viaggio anche nella precedente legislatura finita in anticipo. Ora, l’inizio di una nuova esperienza civica all’insegna di rinnovamento, onestà e trasparenza.
La Sprecacè ha ricordato il suo impegno nel sociale, soprattutto nel mondo scolastico e in quello cattolico, e le diverse iniziative della sua associazione culturale “Primavera lamense”, tra cui anche una pubblicazione periodica. «Sono una persona onesta -ha rimarcato- e ho avuto sempre uno stile di vita trasparente e corretto. Il nostro obiettivo è quello di impegnarci per il bene comune». E per dimostrare la veridicità delle sue parole, ha preso un solenne impegno con i cittadini: «Se sarò eletta sindaco -ha scandito- lavorerò a tempo pieno e rinuncerò alla mia indennità di carica. Il Comune risparmierà 30.000 euro all’anno che, sommati ai 25.000 di metà indennità dei miei assessori, fanno 55.000 euro annui, cioè 275.000 euro in un quinquennio. Destineremo questa somma per progetti e servizi in favore della comunità».
La Sprecacè ha poi presentato i suoi candidati, tra cui molti giovani spigliati e appassionati, e il suo staff tecnico formato da professionisti volontari. «Ripartiamo dai giovani -ha concluso- solo con una nuova classe dirigente cambieremo la politica, che deve tornare a essere un servizio ai cittadini. Basta promesse e poltrone, a noi interessa solo il bene della collettività».

La Sprecacè durante il comizio

Molto apprezzato l’intervento di Mauro Morganti. «Non vogliamo tornare indietro -ha detto- in un passato recente che ha contribuito a dividere e a lacerare ancora di più questa nostra comunità instaurando il regime dell’odio e del risentimento. La politica e la vita civile sono un’altra cosa. Non vogliamo tornare neppure a un passato remoto che ci ha consegnato un paese devastato dal punto di vista ambientale, urbanistico, sociale e culturale. Chi ora propone il cambiamento ha avuto l’opportunità di avviarlo ma non ci è riuscito». E a proposito del confronto con gli altri partiti Morganti ha aggiunto: «Ci hanno tirato per la giacca da destra e da sinistra, ma siamo rimasti in piedi, e ora ci aspettiamo grandi scelte da voi».
L’ex assessore Silvestri si è voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe e ha ripercorso le tappe dell’uscita sua, della Sprecacè e di Domenico Angelini dalla precedente maggioranza. «Appena dopo le elezioni scorse -ha spiegato- “Castel di Lama per tutti” è diventata solo per due. Il sindaco Ruggieri ha tradito gli elettori e noi tre eletti, che insieme avevamo portato quasi 800 voti, mentre il resto della lista 600. Con un accordo sotterraneo tra sindaco e vice ci hanno messo da parte. Abbiamo sopportato pazientemente, per il bene della comunità, ma la giunta è caduta perché l’assessore di Fratelli d’Italia che li aveva sostenuti per due anni, mentre loro civettavano con un partito di Centrosinistra, è uscito dalla maggioranza». Silvestri ha poi riferito di una presidenza in una società importante offertagli in cambio di sue dimissioni dal Consiglio. «Ho rinunciato agli 800 euro al mese della presidenza e anche all’assessorato offertomi nel gennaio 2015 -ha sottolineato- Non avrei mai barattato il voto dei cittadini per fare gli interessi personali. Ci vogliono attribuire colpe e responsabilità per la caduta della precedente giunta, ma sono stati gli eventi causati da loro stessi e gli scandali che li hanno condannati».


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