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A luglio parte lo Sprar
117 migranti nei comuni dell’Unione

OTTO LE REALTA' interessate dal progetto biennale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cioè Appignano, Castignano, Castel di Lama, Castorano, Colli, Offida, Roccafluvione e Spinetoli. Entro l'estate i primi 85, poi il resto con la chiusura dei Cas
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di Claudio Felicetti 

Con l’aggiudicazione definitiva dell’appalto di circa 2 milioni e 714mila euro al Gus di Macerata, prenderà il via il prossimo luglio il progetto biennale Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) varato dall’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto, che vede riuniti otto enti: Appignano, Castignano, Castel di Lama, Castorano, Colli, Offida, Roccafluvione e Spinetoli. Giovedì 24 maggio, in prefettura, il presidente dell’Unione Valerio Lucciarini e il responsabile dell’Ambito territoriale Sociale XXIII Luigi Ficcadenti sono stati ricevuti dal prefetto Rita Stentella e dai funzionari, ai quali hanno riferito sugli aspetti formali e sui costi del progetto (inserito già nella piattaforma del ministero competente), dando assicurazione nell’attuazione in tempi brevi.

Se non ci saranno intoppi, entro i primi di luglio 85 migranti, che arriveranno a 117 con la chiusura dei Cas (Centri accoglienza straordinaria) già attivi sui vari territori, verranno sistemati nei comuni interessati secondo le quote stabilite: Appignano 6, Castignano 12, Castel di Lama 28, Castorano 8, Colli 15, Offida 17, Roccafluvione 7, Spinetoli 24.
Il Gus intanto si sta attivando per cercare immobili e appartamenti adeguati ad ospitare i migranti, tenendo conto sempre dell’indirizzo dato dai sindaci, cioè quello di non concentrare le persone in un unico stabile. Lucciarini e Ficcadenti hanno chiesto di poter inserire in ogni appartamento, anziché singoli, solo famiglie di cinque persone. Ad esempio, facendo riferimento al caso di stretta attualità, nei due appartamenti individuati a Villa Chiarini di Castel di Lama potrebbero trovare ospitalità due famiglie, per un totale di otto persone.
Intanto, per il Comune di Castel di Lama sono state chieste le clausole di salvaguardia, in modo che, durante l’attuazione del progetto Sprar non potranno essere più istituiti i Cas, che man mano verranno chiusi e inseriti nello Sprar anche negli altri Comuni.
Trascorso il biennio dell’ospitalità, durante il quale i migranti dovranno integrarsi secondo le modalità previste dal progetto, si prevede uno sbocco occupazionale attraverso la costituzione di una cooperativa agricola che si occuperà di recuperare e coltivare terreni incolti.


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