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“Granelli di memoria”
Ricordi che riaffiorano
dalla sabbia

OFFIDA - Al centro diurno "Forlini" è andato in scena lo spettacolo di sand art: a luci spente e seguendo le note delle colonne sonore, tante mani si sono alternate su una superficie traslucida, modellando e animando il materiale. Protagonisti anziani e bambini per un ponte ideale tra generazioni
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Un momento dello spettacolo andato in scena al “Forlini”

di Martina Fabiani

Che fine fanno i nostri ricordi? E’ possibile dar loro una forma, toccarli, plasmarli e far sì che siano visibili ad altri? Una risposta a questo quesito è il progetto “Granelli di memoria”, una serie di incontri-laboratorio sulla pratica della “sand art” che si è conclusa con lo spettacolo del 26 maggio, tenutosi presso il Centro Diurno “Forlini” di Offida. Il progetto ha visto la collaborazione tra la classe 4° A della scuola elementare di Offida, capitanata dalla maestra Giusi Fracassa, gli anziani ospiti del “Forlini”, l’artista Ermelinda Coccia e Di Filippo Marionette. “Granelli di memoria” si è posto l’obiettivo di stimolare la memoria autobiografica dell’anziano con l’ausilio dell’arte, oltre a quello di avvicinare due estremi anagrafici che sono però portatori di valori comuni, come la genuinità, la spontaneità e la giocosità.
«Granelli di memoria è quel passato che orgogliosamente vogliamo custodire, quella ricchezza umana ed etica che i piccoli vogliono acquisire per resistere ai colpi delle tempeste, come hanno fatto i loro nonni», spiega la Fracassa.

Da sempre l’uomo avverte la necessità di tramandare i propri ricordi e di ascoltare quelli degli altri, quindi fornire assaggi delle proprie esperienze di vita per poter instaurare dei legami. Fortissimo è infatti il legame che si è creato tra i bambini e gli anziani attraverso il sopracitato progetto e l’energia derivata da questa unione si è resa visibile durante l’esibizione.
A luci spente e seguendo armonicamente le note delle colonne sonore scelte per l’occasione, tante mani si sono alternate su una superficie traslucida, modellando e animando minuscoli granelli di sabbia. Una telecamera, posta al di sopra di tale superficie, ha permesso agli spettatori di osservare le forme che, di volta in volta, venivano disegnate. Abbiamo visto delinearsi volti, mutati l’attimo dopo in paesaggi; e questi ultimi sparire per dare luce a sagome indefinite. Così come i ricordi – leitmotiv di questa esperienza – le forme cambiano continuamente: appaiono, scompaiono, tornano, sfumano, depistano e a volte attraggono.
Lo spettacolo, durato circa un’ora, ha coinvolto ed emozionato il pubblico presente in sala e l’onda di applausi ha mostrato i volti ridenti e commossi dei giovani protagonisti e dell’artista. Soddisfatti anche lo psicologo Valerio Castellucci e l’educatrice Pamela Straccia, nonché il presidente delle strutture “Forlini”, Quinto Menzietti, e la direttrice Mariangela Di Buò, tutti attivi fautori del progetto.
«Durante gli incontri abbiamo deciso di mettere solo un paletto per gli anziani, quello del ricordo, facendo in modo che giocare con la sabbia fosse per loro una sorta di terapia. -ha dichiarato Ermelinda Coccia- I bambini hanno fatto un percorso un po’ diverso, più creativo e ludico: continuare, attraverso la loro fantasia, il disegno dell’anziano, trasformandolo in qualcos’altro»,.
Sono iniziative come questa – che si avvalgono del sodalizio del consorzio sociale e di quello scolastico – alternative valide per allontanare i giovani da percorsi devianti, ricostituendo le basi di una comunità che affonda le proprie radici nel dialogo, nell’ascolto, nella compagnia e nel rispetto reciproco.

 


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