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Autotrasporti, crisi nera
Perse 100 imprese dal 2009

PICENO - Erano 662 nel 2009, oggi sono 557 secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio ed elaborati dalla Cna. Il calo è del 16% confermato anche dai numeri regionali
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Erano 662 nel 2009. Nel 2018 sono 557. Trattasi del numero delle imprese nel settore trasporto merci fornito dalla Camera di Commercio ed elaborato dalla Cna Picena. In materia di autotrasporto, dunque, in nove anni si sono perse quasi 100 imprese con un calo percentuale del 16%. Un quadro che si inserisce in una crisi generale, come confermano anche i dati regionali. Nelle Marche, infatti, nei primi tre mesi del 2018, continua il saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni delle imprese di autotrasporto con un meno 43, (circa 130 persone che hanno perso il posto di lavoro), valutando il periodo 2009 a marzo 2018 si registrano 803 imprese in meno (con circa 3.000 occupati in meno).

Viale dei Mutilati del Lavoro ad Ascoli 

Nei primi tre mesi del 2018 le province che hanno registrato il saldo negativo maggiore sono Ancona (16 in meno), seguita da Pesaro e Urbino con meno 12, Fermo 8 e Ascoli Piceno  con meno 7; mantiene lo stesso numero di imprese la provincia di Macerata. «La crisi degli ultimi anni -commenta Roberto Grazioli, presidente regionale della Cna Fita Marche- ha colpito sensibilmente anche questo settore d’importanza strategica per l’economia, strettamente legato ed influente sull’andamento del Pil. Basti pensare che nel nostro Paese l’85,5% delle merci viaggia su gomma. Tuttavia questo fenomeno, rispecchia l’immagine di un’Italia completamente ferma. E anche l’occupazione ne risente. Non solo per le ditte che chiudono ma per il continuo e costante abbassamento del numero degli autisti italiani. Il tutto a danno anche di giovani che potrebbero trovare nel nostro settore sbocchi professionali».
Negli ultimi 15 anni il settore dell’autotrasporto ha avuto un’evoluzione piatta, quasi di recessione, a differenza degli altri paesi europei e di quelli di più recente ingresso nell’Unione che stanno marciando a ritmi incalzanti, tanto che il baricentro europeo del trasporto merci si sta spostando ad est. E’ dunque urgente definire strategie e pianificare azioni per ridare competitività ed efficienza al sistema del trasporto merci italiano.
Da tener presente che le imprese di autotrasporto continuano a diminuire in tutt’Italia 2016/2017 meno 930 imprese, nei primi tre mesi del 2018 continua il saldo negativo meno 600, è dal 2009 che si registra questo andamento, anche se da alcuni studi riportano una lieve crescita. «Per superare questa perdita d’imprese di autotrasporto- è la posizione di Barbara Pietrolungo della Cna Picena- che si protrae ormai da decenni, nella consapevolezza che il trasporto merci è il termometro dell’economia perché meno trasporti significa meno merci, quindi meno consumi. Per questo ci sono interventi fondamentali e urgenti da mettere in campo, a livello nazionale e territoriale».
Le richieste della Cna in tal senso sono da sempre chiare e precise. Come incentivare le risorse per la deduzione dell’accisa e contrastare la concorrenza sempre più aggressiva dei vettori esteri, le violazioni della normativa sui tempi di pagamento. Inoltre tra le priorità, un contrasto più forte alla concorrenza sleale e al dumping sociale nell’autotrasporto, l’applicazione del principio “chi meno inquina meno paga” per un trasporto più sostenibile, l’incentivazione dell’intermodalità, la piena attuazione della strategia d’intervento “Connettere l’Italia” prevista per il settore e del Piano nazionale strategico della logistica.

 


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