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Da Alice ai Pink Floyd
Banti racconta “Wonderland”

ASCOLI - Il professore sarà ospite della libreria Rinascita il prossimo 7 giugno alle 18 per presentare il suo libro. A dialogare con lui ci sarà Lucrezia Ercoli, per un evento organizzato in tandem con Popsophia. Un percorso fatto di romanzi, fumetti, trasmissioni radio, cinema e tv
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“Wonderland: La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd”. Si intitola così il libro di Alberto Banti, professore ordinario di storia contemporanea dell’Università di Pisa, che verrà presentato presso la libreria Rinascita giovedì 7 giugno alle 18.

Alberto Banti

Come si evince dal titolo, trattasi di un incontro dedicato alle mille declinazioni dell’immaginario pop americano, in cui l’autore dialogherà con Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia. Dall’Hollywood Renaissance alle corporation, per un percorso fatto di romanzi, fumetti, trasmissioni radio, cinema e televisione. La discussione intorno ai temi evocati dal saggio di Banti, inoltre, sarà l’occasione per continuare il percorso tra filosofia, cinema e cultura pop che Popsophia sta intraprendendo ad Ascoli con il festival Cinesophia che, da due anni, coinvolge centinaia insegnanti e studenti delle scuole del territorio.
“Wonderland”, infatti, ricostruisce l’immaginario della cultura pop del Novecento individuando dialetticamente due momenti cruciali. Si parte con un momento storico preciso, il 1933, anno in cui viene proiettato nei cinema Usa “I tre porcellini” di Walt Disney: da qui nasce la cultura mainstream promossa dalle majors hollywoodiane e che si basa su un’idea consolatoria dell’intrattenimento, con storie incentrate sull’eterna lotta tra il bene e il male ma che terminano con un rassicurante lieto fine. La seconda parte analizza la controcultura di massa che nasce dopo la seconda guerra mondiale e che ha le sue radici nella musica rock soprattutto dei Beatles, dei Pink Floyd e di Bob Dylan e si intreccia al nuovo cinema americano, da “Easy Rider” a “Il laureato”, fino alle nuove produzioni teatrali di Broadway e alle novità delle programmazioni televisive. Una cultura alternativa che ha come protagonisti ragazzi afroamericani, ragazzi e ragazze di subculture giovanili e i militanti per i diritti civili. Il libro si conclude con un’analisi problematica e controversa degli anni ’80, vera sintesi tra narrazione di massa e controcultura.


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