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Pronto soccorso, salvati due anziani
Dopo 40 anni va in pensione
il primario Massimo Loria

ASCOLI - Lascia il servizio una colonna della sanità picena. Con sei anni di anticipo ha attivato ad Ascoli il 118. «La massima gratificazione è la riconoscenza dei pazienti e dei loro familiari. Sono stato sempre insensibile alle critiche astiose». Tante vite salvate. «Qui si lavora più di tutti, si guadagna di meno e si prendono spesso gli insulti»

di Franco De Marco

A pochi minuti uno dall’altro, un uomo e una donna, ultraottantenni, sono arrivati verso le 13 al Pronto soccorso  dell’ospedale Mazzoni con una grave insufficienza respiratoria. La vita appesa ad un filo.

Massimo Loria in versione docente universitario

I medici sono piombati su di loro. I due sono  stati attaccati al respiratori e trattati. Per due ore il Pronto soccorso, nelle sale 1 e 2,  è rimasto bloccato e per fortuna non si è presentato nessun altro caso urgente. L’uomo e la donna, nonostante la gravità delle loro condizioni, e nonostante l’avanzata età, si sono ripresi. A dirigere l’ennesimo intervento è stato anche oggi il primario del Dipartimento di emergenza Massimo Loria per il quale, domani giovedì  31 maggio, sarà l’ultimo giorno di lavoro.

Massimo Loria

Eravamo andati in ospedale per un’intervista di commiato e, seppure da lontano, abbiamo potuto renderci conto dell’ennesimo caso di emergenza affrontato con non comuni professionalità e tempismo da tutti gli operatori.

Dopo 40 anni di servizio (arrivò ad Ascoli nel 1978) il dottor Massimo Loria dal primo giugno sarà in pensione. Un’altra storica colonna della sanità picena lascia l’ospedale. In tutti questi anni il dr Massimo Loria si è fatto apprezzare per le sue qualità professionali e umane. Si è molto dedicato all’aggiornamento,  alla formazione dei colleghi e all’organizzazione dei servizi sanitari dell’emergenza . Tra tutti i reparti, Pronto soccorso e 118 sono sicuramente i più delicati e i più soggetti, sovente in maniera ingiustificata, alle critiche di pazienti e familiari. Il pensionamento è dunque coinciso, per il dr Massimo Loria, con l’ennesimo intervento salvavita. Routine per lui e tutti i colleghi ed infermieri.  «Ma la buona sanità non fa notizia. Lo so – commenta con una punta di amarezza il primario – io però, nel corso della mia lunga attività, sono stato sempre insensibile alle critiche astiose che pure non sono mancate».

La sua più grande soddisfazione? «Aver salvato tante vite – risponde in un momento di tregua – la riconoscenza dei pazienti e dei loro familiari. Questa è la massima gratificazione che ci può essere per un medico».

Da lunedì a dirigere l’attività del reparto sarà il dottor Gianfilippo Renzi , lunga esperienza, vice di Massimo Loria, in attesa della nomina, a breve, del facente funzione, che potrebbe essere lo stesso Gianfilippo Renzi, in attesa dell’espletamento del concorso per la nomina del nuovo primario. Auguriamoci che i tempi siano i più stretti possibili proprio per la delicatezza del servizio. E che l’organico del servizio non subisca non ne risenta.

Il pronto soccorso del “Mazzoni” di Ascoli

Il dottor Massimo Loria, come detto, è stato in questi anni molto impegnato anche sul fronte organizzativo. Nel 1992, ad Ascoli, ha anticipato di 6 anni il 118 che nelle Marche è stato introdotto nel 1998. «L’ambulanza – ricorda – usciva senza medico, solo col portantino. Sono andato io stesso al Ministero delle Poste per ottenere una frequenza radio. Col trapano ho fatto il buco per mettere lo stop e attivare l’apparecchiatura. Con 8 anni di anticipo – continua il dottor Loria – abbiamo attivato al Mazzoni il triage quando ancora non si sapeva cosa fosse un infermiere col compito di valutare le condizioni del paziente che arrivava al Pronto soccorso e scaglionare così gli accessi in base alla gravità». Quasi un laboratorio organizzativo, in tutti questi anni, l’Emergenza del Mazzoni.

«Purtroppo però – è il suo commento amaro – la disaffezione dei medici nei confronti del lavoro al Pronto soccorso è sempre più alta. Perché? Perché si lavora più di tutti. Perché la retribuzione è la più bassa non essendoci la possibilità delle prestazioni libero professionale. Perché gli insulti gratuiti sono all’ordine del giorno. Perché tutti accumulano centinaia di ore espletate e non pagate. Perché per fare non più di 12 giorni di ferie continue d’estate  bisogna fare il mazzo prima e dopo. Infatti tanti avvisi per la copertura di posti sono andati deserti. Difficile trovare un giovane medico disposto a venire nel Pronto soccorso».


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