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«Unione o fusione? I veri problemi
si chiamano terremoto e lavoro»
Marinangeli dice no a Cesaroni

SIBILLINI - Il sindaco di Amandola risponde alla nuova lettera del collega di Comunanza: «Perché non sono stati fatti Consigli comunali congiunti su temi più seri?»

Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola

di Andrea Braconi

«Perché non c’è stata alcuna richiesta di una seduta congiunta dei rispettivi Consigli comunali sul tema della ricostruzione? Perché non sulla Whirlpool? Perché non sul turismo, settore sempre più determinante per mantenere vivi i nostri territori?». Sono le domande che Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola, gira al suo collega di Comunanza Alvaro Cesaroni dopo l’ennesima lettera aperta.

«Abbiamo tanti ostacoli davanti a noi – rimarca Marinangeli -. Mi auguro che il sindaco Cesaroni segua i problemi reali del momento, che si chiamano terremoto e occupazione. La sua è una mancanza di delicatezza e di tatto, se non di sensibilità, nei confronti delle nostre due città che stanno soffrendo due grandi problemi: quello della ricostruzione e quello della Whirpool. Parlare di qualcosa che alla gente non interessa non è utile. La gente, lo ripeto, vuole sentire parlare di lavoro e ricostruzione».

Resta sul tavolo, tiene a precisare, la disponibilità ad una collaborazione tra i due Comuni, ma solo a determinate condizioni. «A Cesaroni ho già risposto con la mia lettera, ma onestamente non ho tempo per pensare alla differenza tra unione e fusione. Devo rimanere vicino alla mia comunità».

Nuova lettera di Cesaroni a Marinangeli: «Tu parli di unione, io di fusione» E gli propone un Consiglio aperto congiunto


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