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Caso “Rocky Marciano”,
la difesa di Melosso:
«Si sapeva che il cavallo era del 1992»

ASCOLI - In tribunale la vicenda dell'età dell'animale. L'ex cavaliere ascolano si difende dalle accuse durante il processo: «L'animale andava bene, non era il mio e non ho preso nessuna provvigione»

«Il cavallo fu provato più volte e andava bene. Io non ci ho ho guadagnato nulla dalla vendita e si è sempre saputo che era nato nel 1992». Si è difeso così davanti al giudice Barbara Pomponi il cavaliere ascolano Franco Melosso, in passato vincitore anche della Quintana, ed accusato di aver venduto un cavallo con un “passaporto” non veritiero in quanto alla data di nascita. Si tratta di Rocky Marciano in realtà nato nel 1992 e non nel 1998 come riportato nei documenti ufficiali.

Il palazzo di giustizia (foto Vagnoni)

«Il cavallo arrivò senza passaporto al seguito -ha detto Melosso difeso dall’avvocato Silvana Sabatini- Io non l’ho caricato nel registro del mio maneggio come se fosse una mia proprietà e dalla vendita non ho ricevuto nessuna provvigione. Era stato provato dalla ragazza (l’ acquirente, ndr) e andava bene per quello che doveva fare. Ho sempre saputo che era del 1992». Durante l’audizione non sono mancati vivaci battibecchi con l’avvocato della parte civile Roberta Alessandrini. Oltre a Melosso sono stati ascoltati anche Maurizio Celani, responsabile della pista dello Squarcia nonché istruttore di equitazione, dal cui maneggio proveniva l’animale, Simone Accorsi della scuderia Piceno Horse ed altri testimoni. Il processo è stato rinviato al 13 novembre prossimo.


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