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E’ morto Marco Straccia,
una vita per la scuola e la Cgil
Venerdì l’ultimo saluto

ASCOLI - Aveva 74 anni. Lascia la moglie Pina e il figlio Federico. Docente di matematica, per tanti anni è stato un punto di riferimento nelle vertenze sindaci. Ha contribuito anche alla fondazione di Uplea e Libreria Rinascita

Marco Straccia

E’ deceduto Marco Straccia. Docente e sindacalista molto conosciuto e stimato.  Aveva 74 anni. Docente di matematica, venne poi distaccato nel settore scuola della Cgil quando segretario generale della Cgil era Clemente Forte. Una vita spesa per la scuola e per i diritti dei lavoratori e, negli ultimi anni, dei pensionati. E’ stato per tanti anni, instancabile, preparato, sempre attento alle problematiche del lavoro, un punto di riferimento soprattutto nel mondo della scuola. Una lunga malattia lo ha stroncato oggi intorno a mezzogiorno nell’ospedale Mazzoni. Lascia la moglie Pina, anche lei insegnante, e il figlio Federico. Il funerale laico avrà luogo venerdì alle ore 10 presso la Casa Funeraria di Damiani Pompe Funebri in via Dell’Aspo 58 al Battente.

Lo Spi, il sindacato dei pensionali Cgil, e tutta la Cgil di Ascoli, dicono di lui: «E’ stato una colonna portante del sindacato piceno. Riconosciuto come figura di grande equilibrio, saggezza e lungimiranza politica. Storico sindacalista della Cgil dove ha ricoperto numerosi incarichi. E’ stato responsabile, per molti anni, del sindacato della scuola poi della funzione pubblica  ed è stato anche responsabile dell’organizzazione della Cgil. Negli ultimi dieci anni è stato impegnato nel sindacato pensionati della Cgil assumendo l’incarico di segretario generale della Lega di Ascoli.
A lui si deve la nascita dell’Università della libera età (Uplea)».

Sin da giovane si è impegnato in politica aderendo al Pci. Noto per il suo impegno antifascista era componente del direttivo Anpi di Ascoli. Contribuì alla costituzione della libreria Rinascita. «Tutti lo ricordano come grande figura carismatica del sindacato e dell’associazionismo.- commenta Giancarlo Collina a nome dello Spi e di tutta la Cgil – Nella sua lunga militanza, durata più di 50 anni, si è impegnato in numerose vertenze, comunque sempre ricercando l’unitarietà e le soluzioni condivise. Lascia una grande eredità come uomo e come sindacalista, sempre in difesa dei lavoratori, dei pensionati e dei più deboli. Immancabile nelle manifestazioni in compagnia della sua inseparabile pipa».

 


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