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Trentasette anni fa
la tragedia del Ballarin,
quando la gioia si trasformò in dolore

SAN BENEDETTO - Il 7 giugno 1981 un incendio nella curva sud del vecchio stadio causò la morte di Maria Tersa Napoleoni e Carla Bisirri con numerosi tifosi che rimasero ustionati. Il sindaco Piunti: "I loro vent’anni sfiorirono su quelle gradinate, il loro ricordo non sbiadirà mai"

Il drammatico rogo del Ballarin

di Benedetto Marinangeli

Sono passati 37 anni dalla tragedia del Ballarin in cui persero la vita Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni e diversi tifosi rossoblù rimasero ustionati.

La spiaggia era già gremita di turisti. I “pappagalli” erano già in cerca delle prime prede estive, le prime tedesche, due gemelle di Bergamo, le francesine. Ma la Samb è la Samb. «Bella di babbo, ci vediamo dopo cena. Forse. La Samba torna in serie B. Non ci sono per nessuno!».

Inizia così la domenica del 7 giugno 1981 per un gruppo di ragazzi sambenedettesi. E’ il grande happening di tutti coloro che hanno nel cuore i colori rossoblu. Già dalla mattina il lungomare e le vie cittadine si riempiono di auto, camion, ed anche trattori con a bordo gente esultante. Il mitico “Frangì di Barabba” ha tirato fuori la tromba d’ordinanza, quella dei tempi migliori. Classico appuntamento al Chicco d’Oro e poi corteo rossoblù verso il Ballarin.

Passa un camion con alcune persone. «Suvete, ieme!». Lasciamo il gruppo e si sale. E’ tutto un coro: «Samba, Samba». Giro lungo, si passa sotto la curva sud, ecco i distinti, con le persone sporte dal parapetto ad applaudirci, la curva nord, la tribuna. Ed alla fine si torna al “Tempio del Tifo”: la Sud del Ballarin, la Fossa dei Leoni.

Zenga, Tedoldi, Rossinelli, Schiavi, Bogoni, Cagni, Caccia, Ranieri, Perrotta, Colasanto, Speggiorin. E’ la Samb di Nedo Sonetti che torna in serie B dopo solo un anno di inferno in C1. La terza promozione della storia. Si entra al Ballarin. L’avversario di turno è il Matera, già retrocesso, con “Baffone” Casiraghi (eloquente la figurina Panini) tra i pali. Una passeggiata di salute, i giochi sono fatti. Classico posto, in alto rispetto ai tamburi già belli e allineati. E’ tutto pronto per la serie B. Fumogeni, carta, tanta, troppa, sui gradoni. Che la festa abbia inizio.

Il mitico Sciarretta (lo speaker del Ballarin) ha già lanciato il classico spot: «Bulova Acutron, l’orologio dell’era spaziale, Gioielleria Fenocchi vi offre le formazioni che tra poco scenderanno in campo». Cielo sereno, temperatura estiva, classica brezza di mare. Il massimo per una festa. Ed invece ecco, all’improvviso un caldo ”strano”, troppo. Il fuoco si alza in piena curva. Che sta accadendo? E’ un fuggi, fuggi generale. Il caos totale. Perdo la maglia e resto con solo le bermuda. E’ un attimo. Il cancelletto della curva sud è chiuso, non si trovano le chiavi. C’è chi si arrampica sulla rete di recinzione, chi va controvento saltando le fiamme. Nessuno si accorge della tragedia che si sta consumando. Il tempo scorre inesorabile, sembra eterno. Ed invece, tutto dura un attimo.

Nessuno si rende conto di ciò che è realmente accaduto. Anzi, la partita inizia e si torna a fare tifo: «Samba, Samb. Torneremo in serie B». Ma Sciarretta inizia una impressionante litania: «Il signor X è desiderato all’uscita della tribuna, la ragazza Y è attesa dai genitori fuori dai distinti, il bambino Z (che poi tanto bimbo non è perché al secondo anno di Liceo Classico, nda) è atteso dalla mamma fuori dagli spogliatoi».

E’ un continuo. Da dentro la curva sud non si percepisce la tragedia. Finisce 0-0. La Samb torna tra i cadetti. Esco esultante dal Ballarin e la prima persona che incontro è mia sorella, la più grande, con mio fratello, il più piccolo. «Siamo in serie B» gli urlo. La vedo bianca in volto. Era ai distinti, aveva visto tutto. Non mi risponde. Mi guarda con le lacrime agli occhi. Allora, soltanto allora, forse, mi rendo conto di ciò che era accaduto.

La tragedia! Nell’incendio del Ballarin sono morte due ragazze: Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri, decine di tifosi ustionati, di tutte le età. Il ricordo di quel giorno è sempre vivo e non mi abbandonerà. Mai.

Anche il sindaco Pasqualino Piunti ha ricordato il tragico rogo del Ballarin. “In questa giornata -scrive in una nota  il primo cittadino- la memoria dei sambenedettesi ritorna al 7 giugno 1981, al dramma di una tragedia collettiva che fu doppiamente crudele perché derivò da una festa. La gioia si trasformò in dramma, la felicità per il raggiungimento di un traguardo sportivo che era anche traguardo di popolo si tramutò in disperazione. L’impeto devastante del fuoco del Ballarin entrò nelle case di tantissime famiglie che tutt’oggi portano, nel corpo come nella mente, i segni della sciagura. A loro va il pensiero affettuoso dei sambenedettesi, un particolare abbraccio lo riserviamo ai parenti di Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni. I loro vent’anni sfiorirono su quelle gradinate, il loro ricordo non sbiadirà mai”.


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