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Lezione di stile dall’Entella retrocessa:
invitati e ringraziati i tifosi
Ad Ascoli polemiche e clima teso

SERIE B - Il presidente della società ligure riconoscente verso i 167 sostenitori che hanno seguito la squadra al "Del Duca". In casa Picchio niente di tutto ciò. E da due anni la stagione inizia senza la presentazione della squadra

La curva nord dello stadio “Del Duca” il giorno della gara playout con l’Entella (Foto Edo)

di Bruno Ferretti

Una lezione di stile arriva dalla Virtus Entella, la squadra che ha conteso la salvezza all’Ascoli nella doppia sfida playout. Come noto la squadra di Chiavari è retrocessa senza perdere (due pareggi senza gol) ma per il peggiore piazzamento in campionato rispetto all’Ascoli. Nonostante l’infausto epilogo, il presidente Gozzi e la sua famiglia hanno invitato nel centro sportivo del club i 167 tifosi che hanno seguito la squadra al Del Duca nel ritorno dei playout ringraziandoli per il sostegno  dato alla squadra. Gozzi ha anche garantito sugli obiettivi dell’Entella nel prossimo campionato: l’immediato ritorno in serie B. Poi, dopo merenda e brindisi, c’è stato un cordiale scambio di saluti.

Niente di tutto ciò ad Ascoli dove pure poteva e doveva esserci un clima festoso per la salvezza conquistata in extremis. Nessuna parola di ringraziamento da parte del presidente Bellini e della dirigenza per i quasi undicimila tifosi presenti al Del Duca, o per gli oltre 500 che hanno seguito la squadra a Chiavari nella partita di andata. Tifosi che, dopo tre anni di delusioni e salvezze sempre più sofferte, hanno manifestato la loro insoddisfazione attraverso espliciti cori. E tutti gli allenamenti a porte chiuse non hanno certo giocato, aumentando la distanza fra squadra e tifoseria. Il “rompete le righe” dell’Ascoli Picchio non è stato accompagnato – come era lecito attendersi – da un incontro di saluto o una cena di congedo con squadra, staff e dirigenza. Il clima si è incupito mezz’ora dopo la fine della partita quando il patron Bellini in sala stampa ha ribadito la sua ferma intenzione di vendere la società. Lo aveva già annunciato in precedenza, è vero, ma sottolinearlo di nuovo in quella particolare circostanza ha sorpreso non poco. Poi nei giorni successivi il duro scontro con il sindaco per la questione stadio, attraverso comunicati o dichiarazioni in Tv. Per i sostenitori dell’Ascoli, insomma, è stato un finale di campionato pieno di gioia per la salvezza conquistata sul campo, ma reso cupo dal contorno. Del resto non va dimenticato che sono due anni che – contrariamente alla tradizione – l’Ascoli ha iniziato la stagione senza una presentazione ai tifosi. In passato è sempre stato fatto e sempre è stato un appuntamento festoso: in Piazza del Popolo o in Piazza Arringo, o allo stadio Del Duca, oppure al chiostro di San Francesco, anche altrove. Era un maniera per conoscere i nuovi giocatori, rivedere i vecchi, e creare subito un cima positivo intorno alla squadra. Chi sa di calcio, sa che anche queste cose hanno la loro importanza.


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