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Paga il parcheggio ed espone il ticket,
poi l’amara sorpresa della multa

SAN BENEDETTO - Continuano a far discutere parcheggi a pagamento e strisce blu sul lungomare. La beffa del lavoratore che ai 6 euro per un posto "giornaliero" dovrà aggiungere come minimo i 28,70 della contravvenzione. Può fare ricorso, ma rischia di spendere il doppio

Il tratto del lungomare davanti l’Hotel Excelsior dove è stata multata l’auto con il ticket esposto

«Ho parcheggiato l’auto sul lungomare, a pochi metri da dove lavoro, era sabato ed ho quindi regolarmente pagato il ticket per l’intera giornata, cioè 6 euro dalle ore 8,31 alle ore 23,59. Quando sono andato a riprendere l’auto, sul tergicristallo ho trovato una bella sorpresa, cioè la multa per mancata esposizione del tagliando, che invece stava appoggiato in bella evidenza sul cruscotto».

E’ accaduto a San Benedetto ed è solo l’ultimo caso riguardante i parcheggi e le ormai famigerate strisce blu che, ancora fresche di vernice, hanno già scatenato polemiche e malumore soprattutto da parte degli addetti ai lavori, in primis gli albergatori che operano sul lungomare e vie limitrofe. Il caso, stavolta, riguarda un normale cittadino, un lavoratore che si vede ora costretto a pagare una multa di 41 euro, ridotta a 28,70 se lo fa entro quindici giorni. «Mi sono rivolto, con il ticket in mano, alla Multiservizi – racconta più deluso che arrabbiato – dove mi hanno detto che loro non danno spiegazioni. Mi hanno però fornito un numero di telefono, ma poi alla persona che mi risponde cosa mostro? Per la verità sono stati anche gentili, perchè alla fine un addetto mi ha telefonato confermandomi che non potevano annullarmi la contravvenzione, ma che in compenso è mio diritto fare ricorso. E’ una presa in giro perchè se non pago subito la multa i 28,70 euro diventano 41, inoltre tra marche da bollo e altro alla fine quando devo sborsare per una cosa che non ho commesso, per un fatto inesistente probabilmente causato dalla disattenzione del verbalizzante di turno?». Di quest’ultimo, sul famigerato foglietto celeste lasciato sul tergicristallo, è riportato – come da prassi – il numero di matricola e uno “sfriscio” che dovrebbe essere la firma. Per il dipendente dell’Excelsior, insomma, stavolta, il danno è in agguato dopo la beffa.


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