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“La Fenice”, un successo i saggi
di danza e musica di fine anno
(Foto)

COMUNANZA - All'Auditorum Luzi protagonisti i bambini e i ragazzi della scuola che da trent'anni coinvolge anche Amandola (dove è nata), Servigliano, Campofilone, Ortezzano e Petritoli

di Maria Nerina Galiè

Il saggio di fine anno è il coronamento di un impegno preso a settembre con insegnanti e genitori, un premio per aver lavorato con dedizione tra lezioni, allenamenti e impegni scolastici. E’ il momento in cui s’imparano coraggio e fiducia in se stessi che, solo poi, si scoprirà quanto siano utili per il palcoscenico della vita. Con questo spirito i bambini e i ragazzi della scuola di danza e musica “La Fenice” hanno affrontato gli spettacoli conclusivi dei corsi che l’associazione porta avanti con successo dal 1987 ad Amandola, dove è nata, Comunanza, Campofilone, Servigliano, Ortezzano e Petritoli. Correvano veloci le piccole dita su tasti e corde, mai incerta la voce o venuto a mancare il fiato per gli oltre 150 allievi di pianoforte, batteria, chitarra, canto, violino, flauto e propedeutica da 3 a 5 anni, suscitando orgoglio e stupore di parenti e amici che hanno gremito il 2 e 3 giugno l’auditorium Luzi di Comunanza, il 12 l’auditorium Virgili di Amandola. Stasera, 17 giugno, l’ultimo appuntamento presso il teatro comunale di Servigliano.

Ogni corso ha il suo maestro specializzato tra cui Michela Alessandrini, responsabile musicale anche del progetto “Cambiare musica”, finanziato per “La Fenice” dalla Fondazione Carisap per il secondo triennio consecutivo e che prevede lezioni gratuite di musica d’insieme e canto corale, oltre che spettacoli in partenariato con altre associazioni del piceno. Gratuito, e rivolto alle persone diversamente abili, pure il corso di Musicoterapia, tenuto da Enrica Maria Liverotti, reso possibile dall’aiuto economico degli Alpini di Amandola e dello studio Censori di Comunanza. L’arte di Tersicore è stata protagonista delle serate del 15 e 16 giugno, nel teatro di Comunanza la prima e nell’ex Pretura di Amandola la replica, per le 40 aspiranti ballerine ed un ballerino al seguito della professoressa Tiziana Bernardini, laureata all’Accademia nazionale di Danza di Roma nonché curatrice delle splendide coreografie. Il saggio di danza classica e moderna inizia ad emozionare mamme e bimbe già nel momento della scelta del vestito. Poi il giorno arriva e la tensione è alle stelle, lo chignon non è venuto bene, la bretella scende e il papà, avendo dimenticato la data, ha preso un impegno che deve disdire all’ultimo momento. Ci si prepara nei camerini che quest’anno erano allagati per le bombe d’acqua che si abbattevano da giorni. Ma non si sono persi d’animo il presidente de “La Fenice” Vincenzo Pasquali e il direttore delle scuole di danza e musica Florindo Terrani. Si sono rimboccati le maniche e hanno sistemano tutto. Del resto, non li ha fermati il terremoto, figuriamoci “quattro gocce”.  A causa del terremoto la data amandolese, da sempre ospitata nel teatro La Fenice, piccolissima ma suggestiva cornice per etoile in erba, lo scorso anno è saltata. Quest’anno è stata riproposta in una stanza dell’ex Pretura, anche sede provvisoria dei corsi di Amandola, dove gli eventi sismici hanno fatto più danni che altrove e momentaneamente sospeso importanti iniziative dell’associazione come “Canto Festival”, rassegna internazionale di lirica.

Nessuna battuta d’arresto invece per le lezioni di danza e musica, portate avanti ora in una scuola, ora in altri edifici messi a disposizione, gratuitamente, da enti privati e amministrazioni comunali. «Rivolgiamo un particolare ringraziamento anche alle famiglie degli allievi che hanno continuato a seguirci tra i disagi dei vari spostamenti», hanno detto Pasquali e Terrani, nella concreta speranza di avere di nuovo ed al più presto una dimora stabile. Ma quando si è aperto il sipario sulle sere del 15 e 16 giugno a Comunanza e Amandola, e bellissime danzatrici con il loro ballerino travolgevano la platea con abili passi ed armoniche movenze sulle note di Cajkovskij o di Ed Sheeran, il ricordo di terremoto e intoppi e il sudore dei faticosi allenamenti si sono dissipati per lasciare spazio alla magia.  


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