Il sequestro della droga: da sinistra il il sovrintendente Bocchi, il commissario capo Gabriele Di Giuseppe e il vice questore Alessandro Albini
Prima l’arresto di un colombiano fermato con mezzo chilo di cocaina, poi le indagini che avevano portato ad una seconda persona, che doveva ricevere la droga, e che era finita in manette: oggi entrambi sono stati condannati a 6 anni, con rito abbreviato, dal gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata. L’indagine era della Squadra mobile di Macerata che aveva operato nella seconda fase con i colleghi di Ascoli.
Il 21 settembre del 2017 il colombiano Hector Soto Mosquera, 48 anni, era stato fermato a Piediripa di Macerata dalla polizia per un controllo. L’uomo con sé non aveva documenti e i poliziotti avevano perquisito l’auto, un Suv della Renault, e a bordo avevano rinvenuto mezzo chilo di cocaina che era stata nascosta nel vano portaoggetti. Inoltre l’uomo aveva con sé 13.500 euro. I poliziotti lo avevano arrestato. Intanto però dalle indagini era subito emerso che l’auto su cui viaggiava il 48enne era stata presa in affitto a Roma da un inglese, Christopher Stevens, 27 anni, il giorno prima dell’arresto di Soto Mosquera.
Il 27enne era poi stato arrestato il 22 settembre a San Benedetto, e trovato in possesso di 630 euro e 750 sterline inglesi. Secondo gli inquirenti era Stevens l’uomo a cui la droga doveva essere consegnata. Questa mattina si è svolto il processo con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Macerata. Entrambi gli imputati, difesi dagli avvocati Domenico Biasco (per Soto Mosquera), Nicola Piccinini e Simone Matraxia (per Stevens) sono stati condannati a 6 anni dal giudice Domenico Potetti. L’accusa era sostenuta dal pm Margherita Brunelli. I difensori dei due imputati hanno annunciato che faranno appello.
(Gian. Gin.)
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