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Esami di Stato, è l’ora degli orali
Attenzione all’ «ansia sociale»

ASCOLI - E' iniziata la fase conclusiva della "maturità". I consigli della psicologa Giulia Grilli: «Fiducia in se stessi e nella preparazione raggiunta sono le armi vincenti. Ci si può anche aiutare con un esercizio di respirazione che scongiura il fiato corto e la sudorazione eccessiva»

di Maria Nerina Galiè

Il colloquio è forse il momento dell’esame di stato più temuto perché presuppone il faccia a faccia con la commissione, ma di sicuro è l’ultima delle quattro prove prima di accantonare i libri ed andare incontro a ciò che resta dell’estate. Niente mare né gite fuori porta questo fine settimana per i 2.200 candidati del piceno, ultimi nati nel secolo scorso (classe 1999) e protagonisti dell’esame che sancisce la fine del vecchio format.

I maturandi del Liceo Classico “Stabili” di Ascoli

Si sono lasciati alle spalle gli scritti, tre che diventeranno due dal prossimo anno, i cui esiti sono ormai noti in tutti gli istituti. Un fattore tranquillizzante, se andati bene, che però non deve permettere un eccessivo rilassamento. Un ulteriore motivo di ansia qualora il punteggio sia al di sotto delle aspettative. Ansia e aspettative dunque, due parole da gestire con attenzione sotto esame ed ancor di più in vista dell’orale. E’ di nuovo la psicologa Giulia Grilli ad accorrere in aiuto degli studenti con i suoi preziosi consigli, già elargiti alla vigilia degli scritti.

Il Liceo Classico “Leopardi” di San Benedetto

«Più diffusa è “l’ansia da prestazione”, che sopraggiunge per il timore di non essere all’altezza, di deludere le aspettative di genitori, insegnanti o propria. Nel colloquio però si può aggiungere “l’ansia sociale”. Questa è tipica di chi deve affrontare una prestazione di fronte ad un “pubblico” e deve quindi stare al centro dell’attenzione. Sorge la paura di sbagliare, di fare brutta figura». Figuriamoci quando il “pubblico” deve anche valutare la “prestazione”! Ma anche questo disagio si può combattere. «Fiducia in se stessi e nella preparazione raggiunta – spiega la dottoressa – sono le armi vincenti. Ci si può anche aiutare, prima di accingersi ad affrontare la prova, con un esercizio di respirazione che scongiura il fiato corto, la sudorazione eccessiva e la contrazione muscolare».

Insomma, l’ansia, da prestazione o sociale che sia, si può contrastare. Se si perdono uno o due week end di mare o montagna, c’è tutto il tempo per recuperare. Il peggio è passato, in quanto di quattro prove ne è rimasta soltanto una. La spensieratezza dell’ultima estate senza lavoro o università è ormai dietro l’angolo. Dovete fare soltanto un ultimo, preziosissimo, sforzo per ottenere la meritata soddisfazione!


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