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Intere zone restano al buio,
sale la protesta dei residenti

ACQUAVIVA PICENA - «Lo abbiamo segnalato al numero verde, agli uffici comunali e ai consiglieri di maggioranza, ma nessuno interviene. Via San Francesco, dove non ci sono marciapiedi, diventa molto pericolosa nelle ore notturne. E noi la Tasi la paghiamo»

Alcuni cittadini di Acquaviva Picena segnalano i problemi relativi alla pubblica illuminazione che interessano tutto il territorio comunale. Puntano il dito verso «continui blackout che di frequente interessano molte strade di Acquaviva e zone del paese».

Uno scorcio di Acquaviva

E spiegano: «Da una settimana non funziona l’illuminazione nella zona di via San Francesco. L’illuminazione delle aree urbane rappresenta un servizio di pubblica utilità – scrivono nella loro segnalazione – avente rilevanza economica e soggetto a obblighi di continuità e sicurezza. Inoltre tale servizio rientra in quelli indivisibili che ogni Comune deve garantire a tutti i cittadini in quanto il corretto funzionamento garantisce lo scorrimento e la sicurezza del traffico veicolare e pedonale rendendolo fruibile, in sicurezza, anche nelle ore notturne. Fin dal primo giorno – insistono – abbiamo prontamente segnalato al numero verde, agli uffici comunali e ai consiglieri di maggioranza il malfunzionamento ma la zona continuava a restare al buio. Vogliamo ricordare che per tale servizio gli acquavivani pagano la “tassa sui servizi indivisibili” (Tasi). La mancanza di illuminazione in un tratto di strada molto trafficata, e priva di marciapiede, come via San Francesco, finisce per creare una situazione di pericolo durante le ore notturne». Infine alcune domande: «Ci chiediamo perchè, a distanza di una settimana, non si è ancora provveduto ad un intervenuto al fine di ripristinare il funzionamento dell’illuminazione pubblica nella zona? Quali sono i motivi che impediscono una soluzione celere dei problemi segnalati? Che impatto avrebbero, sulle casse comunali, eventuali richieste di risarcimento danni per incidenti riconducibili alla mancanza di un servizio di pubblica utilità soggetto a obblighi di continuità e sicurezza?».


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