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Lo costrinsero a fare da taxi,
condannati tre rom abruzzesi

ASCOLI - Gli zingari difesi dall'avvocato Alessandro Angelozzi erano accusati di violenza privata e sequestro di persona. Dovranno scontare sei mesi di reclusione
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Sono stati condannati a sei mesi di reclusione tre rom abruzzesi accusatati di violenza privata e sequestro di persona a danno di un ascolano “costretto” a fare loro da taxi tra Ascoli e l’Abruzzo. Gli imputati, difesi dall’avvocato Alessandro Angelozzi, hanno comunque evitato pene ben più pesanti vista anche la portata dei reati contestati. Nei guai era finito anche un minorenne, all’epoca recluso ai domiciliari.

L’avvocato Alessandro Angelozzi

I fatti risalgono all’aprile del 2013 e culminarono con l’arresto dei quattro da parte della Squadra Mobile. Secondo la testimonianza della vittima, infatti, due dei banditi, all’altezza dell’incrocio con la Piceno Aprutina, sbarrarono la strada alla sua auto permettendo così agli altri di entrare nel veicolo. Da qui iniziò una vera e propria “odissea” con i quattro zingari che costrinsero l’ascolano a scarrozzarli prima al night club Divina poi al centro commerciale Al Battente e infine verso Martinsicuro. La vittima riuscì a liberarsi durante una sosta lungo l’Ascoli-Mare sfruttando un momento di indecisione della banda.


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