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Microzonazione sismica di terzo livello
presentata alla cittadinanza

APPIGNANO DEL TRONTO - All'auditorium "Sale" si è tenuto un incontro pubblico con i cittadini e i tecnici che si occupano di ricostruzione. Conoscenza, prevenzione e mitigazione del rischio sismico al centro dibattito. Studi redatti dal professor Massimiliano Fazzini. Gli interventi del sindaco Sara Moreschini e della vice presidente della Regione, Anna Casini

di Martina Fabiani

Dal 2016 il nostro territorio è stato soggetto di lunghe e complesse sequenze sismiche e si sta avviando ora la fase più importante: quella della ricostruzione. Preso atto del fatto che ci troviamo in una zona ad alta intensità sismica, risulta fondamentale una valutazione delle vulnerabilità del territorio e una ricostruzione che tenga conto di esse. Per questo il Comune di Appignano del Tronto ha avviato una fase di studi: la microzonazione sismica di terzo livello con l’obiettivo di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, restituendo informazioni utili per l’amministrazione del territorio, la progettazione, la pianificazione per l’emergenza e la ricostruzione post sisma. Lo studio è stato presentato all’auditorium “Sale” di Appignano del Tronto. L’incontro era destinato non solo ai tecnici e agli addetti ai lavori, ma a tutta la cittadinanza affinché possa imparare a conoscere il territorio che abita, incluse le sue pericolosità. «Molti Comuni hanno avviato la microzonazione, ma nessuno di essi ha pensato di presentarla ai cittadini e questo costituisce il valore aggiunto di Appignano», ha dichiarato Anna Casini durante la serata.

Durante la serata sono intervenuti il sindaco di Appignano, la geologa Sara Moreschini, la vice presidente della Regione Marche, Anna Casini, la segretaria dell’Ordine dei Geologi delle Marche, Cinzia Marucci. Si è poi entrati nel merito della questione con un report esaustivo degli studi da parte del geologo Marco Scarpelli dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione, del professor Massimiliano Fazzini – incaricato di redigere gli studi – e infine dell’ingegner Antonella D’Angelo, responsabile dell’Ufficio tecnico. Il progetto è stato finanziato dalla struttura commissariale sisma 2016 e poi approvato a tutti i livelli istituzionali: dal gruppo di lavoro costituito da centro nazionale di microzonazione sismica, da Ispra e Politecnico di Torino (Dipartimento di Geofisica), fino al consiglio comunale di Appignano del Tronto.

«Il nostro obiettivo è quello di ricostruire in modo corretto e consapevole, di pianificare di conseguenza le future emergenze e di avere in maniera definitiva una comunità resiliente in grado di affrontare le avversità ambientali», queste le parole del sindaco. Verrà, a tal proposito, installato un sismografo che servirà per il monitoraggio e per avere, negli anni a venire, dati più dettagliati. Viene ribadita da tutti i relatori, la necessità di un aggiornamento costante di tali dati affinché il lavoro prosegua e abbia risultati soddisfacenti nel lungo termine. Appignano, inoltre, ha aderito al progetto europeo Horizon2020 per un nuovo modello di sviluppo basato sulla propria eredità culturale e naturale e per imparare a rispondere ad una calamità. Dunque, conoscenza, prevenzione e mitigazione del rischio sismico. Questo il concetto alla base dell’incontro pubblico di ieri sera ad Appignano e questo il fine degli interventi di microzonazione per diventare resilienti, imparare a convivere con i tremolii e sentirsi al sicuro nella propria terra.


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