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Smascherato il rapinatore
di “Bagaria American Dinner”,
è un ascolano di 41 anni

ASCOLI - Il fatto era avvenuto il 19 marzo. Per le indagini della Squadra Mobile sono risultate decisive le immagini della videosorveglianza. Il pregiudicato è finito in carcere. Il suo complice, che aveva ideato il colpo, si trova ai domiciliari

Il fermo immagine della Polizia in cui si vede il rapinatore, col volto ancora travisato, mentre si allontana da via Vidacilio: il 41enne sta percorrendo la vicina via Cairoli

Il fatto era avvenuto lo scorso 19 marzo. Un rapinatore solutario, armato di pistola a tamburo e col volto travisato, aveva atteso l’orario di chiusura presentandosi al cospetto del titolare di “Bagaria American Dinner” di Ascoli – il locale di via Vidacilio, nel cuore del centro storico della città, intimandogli di consegnare l’incasso cher aveva in tasca.

Patrizia Peroni, capo della Squadra Mobile

Il titolare di “Bagaria” si trovava in compagnia di un dipendente e i due stavano salendo in auto per tornare a casa. In giro non c’era più nessuno e quindi nessun testimone. Il “colpo” sembrava perfetto. Il rapinatore riuscì a racimolare un bottino di circa 2.000 euro. Ai due malcapitati non restò che allertare la Polizia. Gli uomini della sezione antirapina della Squadra Mobile della Questura di Ascoli, ci hanno messo tre mesi e mezzo, ma alla fine delle indagini sono riusciti a risalire ai colpevoli. E cioè l’autore della rapina, un pluripregiudicato ascolano di 41 anni, e al suo complice – l’ideatore del colpo – un 35enne anche lui residente in città e anche lui pluripregiudicato. Insomma: il braccio e la mente. Entrambi sono assistiti dall’avvocato Emiliano Carnevali. A loro i poliziotti sono risaliti grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona.

Il Procuratore Monti

Materiale che alla fine non ha lasciato dubbi agli investigatori e al Procuratore della Repubblica, Umberto Monti. Alla fine il 41enne è stato arrestato e condotto in carcere e il 35enne posto agli arresti domiciliari. Entrambi gli arresti sono stati richiesti dal Procuratore Monti e firmati dal gip Annalisa Giusti. Il primo (“il braccio”) si trova nel carcere del Marino, il secondo (“la mente”) nella sua abitazione.

 

 

 


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