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Mazzumaja, fervono i preparativi
Le voci dal dietro le quinte

COMUNANZA - L'atteso festival che unisce musica, gastronomia e arte riparte dopo un anno di assenza. Dal 6 all'8 luglio i concerti di Zen Circus, Ministri e Paletti. I volontari al lavoro da settimane nella location del Parco della Rimembranza: «Siamo arrivati alla meta»
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I ragazzi di Mazzumaja al lavoro

di Maria Nerina Galiè

Non c’è una zona senza qualcuno all’opera nei 7mila metri quadrati di area attrezzata che, da venerdì 6 luglio a domenica 8, ospiteranno la decima edizione di Mazzumaja. L’attesa kermesse che unisce musica, intrattenimento ed enogastronomia è al nastro di partenza ed il parco della Rimembranza è un festoso cantiere.

Il murales di Andrea Tarli

Bombolette spray, colori e attrezzi vari sono ancora sparsi sul marciapiede, ma l’opera permanente di street art dell’artista Andrea Tarli è ormai quasi terminata. Una bocca spalancata, in un urlo che pare di sentire davvero, lancia libri fuori dalle sbarre di una prigione ideale. E’ questo il tema scelto per legare “Arte pubblica”, iniziativa dell’associazione ascolana Defloyd, alla manifestazione comunanzese ed alla location situata proprio alla base del parco. «E’ un’area destinata ad ospitare in futuro anche eventi culturali», anticipa l’assessore comunale Rita Simonelli mentre «l’urlo, che richiama i King Crimson -precisa Tarli – rappresenta il legame iconico con la musica».
Guardando al di sopra del significativo e colorato murales, si vede palco sul quale si esibiranno gli Zen Circus (6 luglio, ore 22), i Ministri il 7 luglio e, in chiusura, il cantautore Pietro Paletti l’8. Già un successo con la prevendita di circa mille biglietti.
Musica live pure nel garden, per accompagnare l’aperitivo, la cena o l’after dinner. Si traffica ancora all’interno di box e gazebo che distribuiranno birre artigianali, vino, specialità gastronomiche e piatti locali. Disposte qua e là, panche bianche dipinte di fresco, assemblate con tavole di legno, e grandi cesti costruiti con la stessa tecnica e dai quali fuoriescono lunghi tubi in plastica anch’essi appena sbiancati.

«Sono lampade -spiega Francesco Ferretti con il pennello in mano- all’interno infatti saranno inserite le luci che si propagheranno dai tubi». Roba da fare invidia ai migliori designer. Giampiero Trivelli, Pacifico Rocchi, Tomasso Trobbiani e tanti altri caricano e spostano ripiani e basi di tavolini, strecciano cavi per l’illuminazione o avvitano prese, si fermano un attimo per consultarsi su come è meglio agire, poi si rituffano nelle operazioni più coordinati di prima. «E’ così da circa due settimane, ma ormai ci siamo», dicono soddisfatti. Un altro gruppetto di volenterosi cerca capire come di tirar su un tendone nell’area ristoro sulla “piana di Magrì”. Sono invece assorti nel rivedere gli ultimi dettagli Matteo Meschini, presidente dell’associazione “La Mazzumaja”, e Valerio Prosperi direttore artistico, raggiunti poco dopo dal coordinatore Pietro Pataccoli. «Siamo arrivati alla meta, non dovrebbe mancare più nulla a questo punto» sostengono confortati dalla palese “voglia di fare” che si respira in ogni angolo in cui ci sono persone al lavoro.
Alla firma anche il piano di sicurezza, a seguito degli accorgimenti richiesti dalla commissione riunitasi mercoledì 4 luglio, come le transenne per delimitare i dislivelli.
La nuova ambientazione, scelta perché il centro storico è ancora in parte inutilizzabile, ha richiesto un grande impegno. Ma la collina spezzata da gradoni e piazzali posizionati nei punti strategici sembra fatta a posta, o la si è resa tale, per una tre giorni di sano divertimento. I lavori sono ancora in corso, ma la festa è già iniziata.


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