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Marciapiedi pubblici,
ma anche troppo privati

SAN BENEDETTO - Richiesta di chiarimenti al sindaco e alla giunta tutta su tavolinetti e sedie che vanno ad occupare i pubblici marciapiedi. In attesa che venga varato il nuovo regolamento per l’occupazione del suol pubblico, piacerebbe sapere come stanno le cose, per capire se è tutto in regola
di Epifanio Pierantozzi
Questa non vuol essere una polemica né, tanto meno, una denuncia, bensì una semplice richiesta di chiarimenti a chi è stato eletto ad amministrare la cosa pubblica, ovvero di tutti noi. E cosa c’è di più pubblico di una strada o di un marciapiede? 
Proprio di questo vorremmo chiedere agli assessori competenti e, soprattutto, al sindaco Pasqualino Piunti che della Polizia Municipale ha tenuto la delega. 
Infatti, se si va un po’ in giro per il centro città, specialmente quando il sole si è “coricato” dietro le colline, si ha come l’impressione che il buio della notte (mitigato dalla luce della pubblica illuminazione) faccia divenire tutto grigio, sfumato, dai contorni poco netti dove chi più è prepotente ne approfitta.
Forse non è questo il caso – poiché stiamo chiedendo lumi ai nostri amministratori e fino alla loro risposta è tutto in regola -, ma ci piacerebbe sapere perché i marciapiedi pubblici diventino pavimento di tavolini e sedie a servizio del cliente dell’attività. 
IL REGOLAMENTO CHE, FORSE, ARRIVERÀ – E’ pur vero che in viale De Gasperi si sta predisponendo un nuovo Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico, ma se nel frattempo – considerato che per questa stagione non se ne farà nulla – forse il caso di rispolverare il vetusto Regolamento ancora in auge e controllare se tutti rispettano regole sì da cambiare, ma che ancora valgono, per tutti. 
Se poi, ma speriamo proprio di no, qualche commerciante si è “allargato”, forse sarà il caso di intervenire non solo con le ammende, bensì con il ripristino della legalità nelle cose pubbliche, ovvero di tutti.
AMMINISTRATORI, NON PADRONI – Gli eletti devono e possono amministrare (lo dice la parola stessa) la “res pubblica” e non ne sono proprietari per il tempo del loro mandato. Se non amministrano a favore di tutti, ma interpretano leggi e regolamenti a favore degli amici e le applicano contro i nemici, si sappia che il cittadino-elettore sarà anche silenzioso, ma alla lunga ricorda che uso si fa delle proprietà pubbliche, ovvero anche la sua, e potrebbe voler cambiare “manico” al momento di “mettere la croce”.
PS – Qui pubblichiamo un paio di foto che ben danno idea di cosa si sta chiedendo lumi a Piunti & Co. Verso questi locali non abbiamo nulla di personale e pertanto i nostri amministratori vadano a scovare situazioni simili, poiché ne hanno il potere, i mezzi e gli uomini per farlo.
PPS – Siamo talmente sicuri che non ci sarà risposta – puntuale, precisa – da parte del sindaco Piunti che scommettiamo un caffè con Lui. Se risponde, spiega e provvede (se nel caso) pago io, in caso contrario sarà difficile che berrò un caffè pagato dal Primo Cittadino.

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