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“Proteggiamo il mare”,
vademecum nella shopping-bag
grazie al Gruppo Gabrielli e Legambiente

SAN BENEDETTO - Distribuito giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 luglio. Un pieghevole con otto semplici regole per salvare il mare verrà consegnato a tutti i clienti "Oasi" e "Tigre" dislocati nelle cinque regioni dove opera il Gruppo ascolano

Un pieghevole contenente otto semplici regole per salvare il mare nelle shopping-bag di tutti i clienti Oasi e Tigre dislocati nelle cinque regioni di pertinenza del Gruppo Gabrielli grazie all’accordo con Legambiente Marche. E’ questo l’oggetto dell’importante campagna di informazione e sensibilizzazione che nelle giornate di giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 luglio caratterizzerà la vita di negozio dei punti di vendita del Gruppo Gabrielli.

«Abbiamo scelto di collaborare con Legambiente – spiega Barbara Gabrielli, vice presidente del Gruppo Gabrielli – perché si contribuisse a raggiungere il nostro obiettivo, ossia sensibilizzare la comunità sull’adozione di abitudini sostenibili nel quotidiano. La responsabilità sociale d’impresa per noi è un elemento determinante e siamo molto impegnati nel migliorare il nostro operato a vantaggio dei clienti in tutto ciò che rientra nel concetto di sostenibilità. Riteniamo che, un partner come Legambiente forte della sua esperienza, sia un valore per la nostra azienda per progettualità future».

«L’obiettivo di questa iniziativa – aggiunge Claudia Rasicci del Gruppo Gabrielli – è quello di sensibilizzare i consumatori alla difesa del mare con otto semplici regole da rispettare. L’impegno del Gruppo Gabrielli è da anni rivolto alla difesa dell’ ambiente perché ha sempre seguito e sostenuto nella realizzazione delle sue strutture i criteri ed i requisiti di sostenibilità. I punti di vendita di recente inaugurazione sono tutti in classe A+ e laddove possibile senza consumo di suolo, le riconversioni o ammodernamenti fanno parte del piano messo in atto per rendere meno impattanti e più performanti punti di vendita non adeguati».

In tutti i supermercati Tigre e del gruppo Amico Oasi verrà consegnato questo pieghevole realizzato in collaborazione con Legambiente, per conoscere otto semplici gesti che possono fare la differenza nel vivere in modo ecosostenibile il mare preservandolo da inquinamento e incuria. In quello di Roseto sarà distribuita anche una busta per la spesa ad hoc. L’impegno che coinvolge il Gruppo Gabrielli non si esaurisce qui, quotidianamente i punti di vendita sono coinvolti nel recupero e donazione al Banco Alimentare Onlus di referenze edibili ma non più commercialmente utilizzabili trasformando di fatto il concetto di spreco in risorsa. Tale operazione ha anche portato ad un riconoscimento proprio da parte di Legambiente del premio “Ridurre si può nelle Marche”.

«Continua –  è la presidente di Legambiente Marche, Francesca Pulcini, che parla – l’impegno di Legambiente per monitorare la qualità delle nostre spiagge e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. Quest’anno con il Gruppo Gabrielli abbiamo avviato una campagna di informazione straordinaria che permetterà di raccontare ai clienti dei negozi come andare a fare correttamente la raccolta differenziata e qual è l’impatto che purtroppo hanno i rifiuti nel nostro mare. Il nostro obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza di tutti gli attori in gioco, dai cittadini ai turisti, dagli operatori turistici alle amministrazioni locali, affinché vengano messi in campo comportamenti virtuosi per la riduzione dei rifiuti e l’azzeramento della loro dispersione nell’ambiente. Questo vademecum offre semplicissime indicazioni su come proteggere il nostro mare. Un’ opportunità per mostrare l’attenzione di tutti verso il territorio ad amministratori e turisti. Colgo l’occasione per ringraziare il Gruppo Gabrielli che ci dà manforte nella realizzazione degli obiettivi della nostra associazione con questi messaggi virtuosi».

«Un connubio veramente importante – chiude la serie degli interventi l’assessore comunale all’ambiente Andrea Traini – quello tra il Gruppo Gabrielli e Legambiente che ci dà la misura di quanto siano rilevanti le tematiche che con questa iniziativa vengono portate avanti. Da tempo la nostra amministrazione comunale con Picenambiente ed i Comitati di Quartiere sta sviluppando una politica ecostostenibile. A San Benedetto abbiamo già il 65% di raccolta differenziata ma siamo in una fase di stallo e dobbiamo ripartire dalle scuole con un’opera di sensibilizzazione. La plastica in mare è un problema più serio di quanto si pensi e la conferma viene dal pescato in cui buona parte è fatto di questo materiale e di altri rifiuti. E quindi dobbiamo salvaguardare l’ Adriatico. Mi complimento con il Gruppo Gabrielli per le opere sociali che persegue e con Legambiente per tutte le iniziative che sviluppa. Come amministrazione comunale le saremo sempre vicino».

Dal recente rapporto stilato da Legambiente “Beach Litter 2018” a seguito dell’operazione spiagge e fondali puliti svoltasi dal 25 al 27 maggio scorso, di cui il Gruppo Gabrielli è stato partner nelle regioni Marche e Abruzzo, è emerso un quadro molto dettagliato e preoccupante sullo stato di salute del mare e delle coste. Secondo l’indagine Beach Litter 2018: su 78 spiagge monitorate, sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. A farla da padrona è ancora la plastica (80% del totale). Rifiuti plastici usa e getta trovati sul 95% delle spiagge. A guidare la top ten frammenti di plastica, tappi e coperchi, cotton fioc, mozziconi di sigaretta.

Questa emergenza, oltre al devastante impatto sull’ambiente, ha drammatiche conseguenze sugli esseri viventi che vivono in contatto con l’ecosistema marino: l’ingestione dei rifiuti di plastica è stata documentata in oltre 180 specie marine. Senza dimenticare che, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall’Unione europea, il marine litter costa all’Europa 478 milioni di euro all’anno solo per i settori di turismo e pesca, mentre per pulire tutte le spiagge europee il costo stimato è di 412 milioni di euro. Ma problema più grande è che questi rifiuti non scompaiono, ma anzi restano nell’ambiente, si degradano e si frammentano in pezzi sempre più piccoli: microplastiche che hanno una via facilitata per entrare nella catena alimentare e contaminarla.

B.Mar.

 

 

 


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