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Monticelli e l’arresto per droga
Castelli: «Grazie ai Carabinieri,
ma il Sert va delocalizzato»

ASCOLI - Intervento dopo l'ultimo blitz dell'Arma. «Ringrazio tutte le forze dell'ordine che proteggono la nostra comunità da incursioni criminali, e aspetto che la Regione accolgo l'urlo di dolore dei residenti»

Dopo l’arresto del 46enne che spacciava droga a Monticelli da parte dei Carabinieri, interviene il sindaco di Ascoli, Guido Castelli che ricorda come «l’Amministrazione ha investito milioni di euro per questo quartiere che nei prossimi anni sarà beneficiario delle risorse di uno specifico programma di rigenerazione urbana che, per entità e qualità, non ha precedenti nella cronaca cittadina».

Guido Castelli (Foto Vagnoni)

E il primo cittadino aggiunge: «Voglio ringraziare a nome di tutta la città i Carabinieri guidati dal comandante Ciro Niglio che non smettono, d’intesa con la Questura e le altre forze dell’ordine, di proteggere la nostra comunità dalle incursioni criminali. Ascoli è una città serena e sicura ma non dobbiamo abbassare la guardia. Questa esigenza di protezione viene garantita quotidianamente, nella nostra città, da uomini e donne in divisa cui va sempre la nostra gratitudine e la nostra ammirazione. I mercanti di morte devono essere combattuti senza remore o esitazioni. Soprattutto a Monticelli, un quartiere che soffre la presenza di un Sert che la Regione Marche si ostina a non voler delocalizzare e che espone a rischi piuttosto rilevanti la comunità dei residenti.

Ciro Niglio (Foto Vagnoni)

Il Comune, a questo proposito, ha varato un programma specifico di videosorveglianza che riguarderà proprio via degli Iris e le pedonali su cui spesso si introducono tossicodipendenti e spacciatori. L’ideale – spiega Castelli – sarebbe lo spostamento del Sert, ma in attesa che la Regione, per una una volta, accolga l’urlo di dolore della popolazione di Monticelli, continueremo ad impegnarci per limitare i danni sociali prodotti da quella presenza ingombrante. Con le nuove telecamere, con l’azione delle forze dell’ordine e con l’azione educative di famiglie, scuole, associazioni e parrocchie».


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