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San Benedetto, via libera al Dup 2019-2021,
Di Francesco (Pd): «No alla vendita
della ex scuola media Curzi»

POLITICA - Il documento unico di programmazione andrà in Consiglio comunale entro l'estate. L'esponente dem: «L’edificio potrebbe diventare il polo delle associazioni culturali e di quelle che operano nel sociale oltre che sede dei comitati di quartiere di zona»

di Benedetto Marinangeli

Lunedì mattina la Giunta ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) 2019-2021. Entro l’estate, quindi, dovrebbe andare in consiglio comunale alla prima data utile. Ma cosa è stato inserito nel documento?

L’ex scuola Curzi

Sicuramente il Ballarin per cui sono già stati stanziati 80.000 euro per la rimozione dei capannoni oltre al progetto di fattibilità per la demolizione della curva nord e dei distinti. In ballo potrebbe esserci anche il completamento della riqualificazione del lungomare fino al “Las Vegas” e i cui costi potrebbero essere coperti con le alienazioni di beni di proprietà del Comune. Una di questi riguarderebbero i locali della ex scuola media Curzi.

Antimo Di Francesco

E proprio in tal senso si inquadra l’ intervento del capogruppo del Partito Democratico Antimo Di Francesco. «No alla vendita dell’ex scuola Curzi – scrive in una nota l’esponente democrat – l’edificio a nostro avviso potrebbe diventare il polo delle associazioni culturali e di quelle che operano nel sociale oltre che sede dei comitati di quartiere di zona che ne hanno bisogno per svolgere la propria attività. Si potrebbero destinare degli spazi di aggregazione per i nostri giovani con un concreto coinvolgimento, ed anche spazi per i meno giovani».

E aggiunge: «Rappresenterebbe un valore aggiunto e un punto d’eccellenza della città. Chiediamo all’Amministrazione comunale di invertire la rotta e istituire un tavolo di confronto e di riaprire il dialogo con i cittadini su questo punto. La scelta politica non la condividiamo così come molti cittadini stanno raccogliendo le firme perché sono contrari a questa decisione. In campo – conclude Di Francesco – mettiamo una proposta concreta su cui auspichiamo ci si possa confrontare».


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