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Doppietta di Favilli e la Juve
batte 2-0 il Bayern,
ma l’ex Ascoli è già del Genoa

CALCIO - A Filadelfia nel vittorioso esordio dei campioni d'Italia alla "International Champions Cup". Due gol in sette minuti. Allegri, Marotta e Paratici ora sono assaliti dai dubbi. Con il Picchio 42 presenze e 13 gol in due campionati di Serie B

di Bruno Ferretti

Con Andrea Favilli, la Juventus rischia di sbagliare un’altra volta. E sarebbe davvero clamoroso perché parliamo non di una squadra qualunque, ma di quella che vince da sette anni consecutivi lo scudetto e ora punta alla Champions. Due anni fa la Juve, dopo aver avuto Favilli nella propria Primavera, evidentemente non convinta delle sue capacità, decise di non riscattarlo dal Livorno e lo girò in prestito all’Ascoli. Che, viste le qualità del centravanti toscano, a fine campionato esercitò il diritto di riscatto versando 3 milioni di euro al Livorno (cifra record mai spesa per un calciatore dal sodalizio ascolano). Lo fece a rischio limitato avendo già in tasca il contratto di cessione di Favilli alla stessa Juventus. E così è stato. Favilli si è poi messo in particolare evidenza con l’Ascoli in Serie B, e la Juve per riprenderlo ne ha dovuti spendere ben più del doppio.

Favilli il giorno della firma del contratto a Torino con il dg Marotta della Juventus

Per l’Ascoli la cessione del centravanti è stato un affare economico: una plusvalenza di quasi 4,5 milioni. Ma ora la Juve sembra essere ricaduta in un altro grave errore di valutazione. Prima della partenza per gli Usa, infatti, la società torinese lo ha ceduto al Genoa, con diritto di riscatto. La solita trafila per valutare le capacità e il rendimento del calciatore in Serie A, visto che finora ha giocato titolare solo in B. Insomma, la stessa strada usata per Zaza (prestato al Sassuolo), Caldara (all’Atalanta), l’ascolano Orsolini (prima all’Atalanta, poi al Bologna). La lunga premessa per dire che, con una splendida doppietta nel primo tempo (32′ e 40′), Andrea Favillii ha consentito alla Juventus di battere il Bayern Monaco nella prima partita della “International Champions Cup” allo stadio “Lincoln Financial Field” di Filadelfia. Mister Allegri ha schierato dall’inizio l’ex bomber dell’Ascoli che ha risposto alla grande. Il primo gol lo ha realizzato su assist di Marchisio, il secondo grazie a un passaggio smarcante di Alex Sandro.

Favilli insieme a Serse Cosmi, intervistato da Gianluca Di Marzio al chiostro di San Francesco durante una diretta su Sky Sport

Favilli (21 anni) è stato il il principale protagonista della partita che proietta la Juve verso il successo nel torneo al quale partecipano squadre di primissimo livello internazionale. E vero che la Juve possiede attaccanti di valore mondiale come Cristiano Ronaldo (il colpaccio dell’ estate 2018), Dybala, Higuain, Cuadrado e Mandzukic, ma uno con le caratteristiche di Favilli non c’è l’ha. E alla luce di questa doppietta americana, il dg Marotta, il ds Paratici e forse lo stesso Allegri sono assaliti dai dubbi dopo la sua cessione (frettolosa?) al Genoa. Comunque vadano le cose, all’Ascoli resterà la soddisfazione di aver contribuito a lanciare un altro big in Serie A. E di aver realizzato un eccellente affare economico. Favilli fa già parte dell’Under 21 azzurra e presto potrebbe finire nella Nazionale di Roberto Mancini dopo la convocazione dello scorso anno da parte dell’allora CT Ventura per uno stage sempre con la Nazionale maggiore. Con la maglia dell’Ascoli l’attaccante ha collezionato 42 presenze in due stagioni segnando 13 gol, di cui 6 nello scorso campionato quando la sua avventura si concluse il 18 novembre 2017 al “Tardini” di Parma. Quel giorno si infortunò al ginocchio, i bianconeri persero 4-0 e quella fu l’ultima panchina di Maresca che poi si dimise. Favilli nella classifica marcatori bianconera del passato campionato, nonostante le poche partite disputate, è stato superato solo da Monachello (7 reti). Inoltre aveva segnato 3 gol anche nelle due partite di Coppa Italia dell’estate 2017 – prima dell’eliminazione – contro la Juve Stabia al “Del Duca” e il Chievo a Verona.


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