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Ricostruzione, arrivano
i fondi per le imprese
distrutte dal sisma

ARQUATA - Si tratta delle risorse destinate all'azienda Filotei per la nuova sede temporanea a Centobuchi di Monteprandone. Il vice sindaco Michele Franchi: «Speriamo in un loro ritorno»

di Maria Nerina Galiè

Un rimborso da record quello che l’Ufficio speciale per la ricostruzione, con decreto 1533 del 1 agosto 2018, ha ammesso per la delocalizzazione della ditta Filotei Group: 833.518,45 euro comprensivi di sei anni di affitto, spese tecniche e costo per il ripristino delle attrezzature.

La zona industriale di Arquata (foto Vagnoni)

Il terremoto di agosto 2016 ed ancor di più quello del 30 ottobre hanno devastato lo stabilimento dell’azienda, fiore all’occhiello di Arquata, che dalla frazione di Pescara del Tronto esporta in tutto il mondo funghi, tartufi ed altre specialità locali. La palazzina degli uffici è stata addirittura demolita ed altri opifici inagibili per danni gravi: 2.900 metri quadrati che davano lavoro a tante persone del posto, spazzati via in un batter d’occhio. Alla fine dello stesso funesto anno i proprietari sono stati costretti a cercare un’altra sede per poter continuare a lavorare. L’hanno trovata a Centobuchi di Monteprandone in 2.825 metri quadrati distribuiti su più corpi di fabbrica. Un canone d’affitto mensile di 10.225 euro, un totale di 736.200 euro per i sei anni previsti dal contrato, interamente ammessi a rimborso insieme a 6.428,71 euro per l’assistenza tecnica e 90.889,74 euro pari all’80% dei costi per il ripristino dei beni strumentali compreso smontaggio, trasloco e rimontaggio delle attrezzature. La procedura è regolamentata dall’ordinanza 9 del 14 dicembre del 2016 (e sue modifiche ed integrazioni) per la delocalizzazione immediata e temporanea e in base alla quale il rimborso è stato determinato al netto dell’indennizzo assicurativo riconosciuto per i danni ai beni strumentali.
«Un tuffo al cuore quando se ne sono andati – ha detto Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto – ma come biasimarli, con tutto quello che hanno passato! Ci ha fatto male, e lo dico anche a nome del sindaco Aleandro Petrucci, perdere un’azienda del luogo. E come quella per giunta. Se torneranno, chi può dirlo? Sei anni sono lunghi. Noi speriamo che lo facciano, sono una ricchezza e non solo economica per il nostro territorio. Come pure ci ha riempito di orgoglio l’apertura dello stabilimento di Della Valle. Ma se decideranno diversamente, nessuno si permetterà un giudizio negativo. L’impegno di un buon amministratore è fare in modo che i cittadini possano cogliere tutte le opportunità ed usufruire degli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni per superare questo difficile momento. Decidere del loro futuro, non spetta a noi».


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