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Va in archivio “l’anno delle stelle”
tra conferme e mezze delusioni

ASCOLI - Dopo quella conquistata a luglio da Porta Tufilla, ad agosto Porta Solestà imita la Juventus e si cuce la terza. Le conferme di due big senza rivali. Guido Castelli saluta il ruolo di Magnifico Messere consegnando il suo ventesimo palio, il dodicesimo a Luca Innocenzi

Il Magnifico Messere Guido Castelli ha appena consegnato il Palio a Patrizio Zunica, console di Porta Solestà (Foto Edo)

di Andrea Ferretti

Il 2018 verrà ricordato come l’anno della “Quintana delle stelle”. In tutti i sensi. A parte la prima conquistata da Porta Tufilla con la vittoria di luglio e la terza che si è attaccata al petto Porta Solestà ad agosto, il 2018 è l’anno in cui hanno vinto una Giostra ciascuno senza dubbio i due migliori cavalieri in circolazione. Sono Massimo Gubbini e Luca Innocenzi. Entrambi folignati, entrambi stagionati (35 anni il primo che ha comunque radici abruzzesi essendo nato a Popoli in provincia di Pescara, 36 il secondo), entrambi una spanna – ma forse di più – superiori al resto della combriccola.

Il rientro ai box del vincitore Innocenzi: manca solo l’annuncio ufficiale (Foto Edo)

Quest’ultima ha confermato di essere tutt’altro che irresistibile, formata da ragazzi acerbi, ma forse è più giusto definirli di bella speranza o deludenti. Velocità, penalità e mancati centri sono le regole del gioco al punto tale che anche Gubbini e Innocenzi, sia a luglio che ad agosto, hanno fatto finta di applicarle con mancati centri, penalità e perfino crono per loro quasi altissimi. Ma l’hanno fatto solo per illudere gli altri che in fondo di un gioco si trattava, ben sapendo che il Palio l’avrebbe vinto chi dei due fosse stato meno perfetto. Ad agosto Innocenzi si è preso la rivincita su Gubbini a tal punto che si è potuto permettere il lusso di rallentare dopo l’ultimo assalto, salutare i suoi tifosi in curva e galoppare lancia al cielo verso il traguardo. La precedente penalità di Gubbini gli avevano dato la certezza di regalare a Porta Solestà il 30° Palio e iscrivere il suo nome nel’Albo d’Oro per la 12esima volta, come nessuno è mai stato capace. Bravo Innocenzi, ma bravo anche il suo Sestiere che non ne sbaglia una. Tre epoche, tre assi: Formica, Margasini, Innocenzi. E, in attesa del passaggio di consegne tra Margasini e Innocenzi, i gialloblù si presero anche il gusto di far vincere una Quintana a Willer Giacomoni.

Gubbini: senza la penalità dell’ultima tornata avrebbe comunque perso di 2 punti (Foto Edo)

Innocenzi è uno che brucia le tappe e lo dimostrano le sue 12 perle inanellate nel breve volgere di 8 anni grazie a ben 5 doppiette (2010, 2011, 2014, 2015, 2017) e 2 vittorie singole nel 2012 e 2018 quando ha lasciato sorridere anche Gubbini. Quella di agosto è stata l’ultima Quintana del sindaco Guido Castelli nelle vesti di Magnifico Messere (o Podestà, come si è tentato senza successo di ribattezzarlo). Non potrà più vestire quei panni, ma solo perché nella Quintana di luglio 2019 Ascoli avrà già un nuovo sindaco. Lascia dopo aver consegnato a Innocenzi tutti e 12 i Palii vinti. Eppure la sua prima “consegna” nel luglio 2009 avvenne nelle mani di Luca Veneri della Piazzarola. Poi fu la volta di Gubbini, il quale ha ricevuto da lui 4 dei 6 Palii vinti in dieci anni. Nel frattempo Castelli ha premiato tre volte anche Porta Romana: bis di Emanuele Capriotti nel 2013 e Fabio Picchioni nel 2016.

Il capitombolo di Zannori alla prima tornata (Foto Edo)

Innocenzi e Gubbini entrano di diritto nell’elenco dei cavalieri più forti che abbiano partecipato alla Quintana. Al di là del numero di successi (comunque fondamentali) sono in buona compagnia con Marcello Formica (8) e Paolo Margasini (9) di Porta Solestà; Angelo De Angelis (3), Gianni Vignoli (7) e Luca Veneri (7) della Piazzarola, Gianfranco Ricci (8) di Sant’Emidio, Massimo Montefiori (3) e Emanuele Capriotti (8) di Porta Romana. E mettiamoci pure Luigi Civita (2) di Porta Romana, Paolo Giusti (2) di Porta Tufilla e Pierpaolo Placci (2) di Porta Maggiore. Ma Civita correva e vinceva quando la Quintana era proprio tutta un’altra faccenda, Giusti gioì solo due volte non potendo dare il meglio di sé ad Ascoli, Placci ha il merito di essere stato l’unico a far sorridere Porta Maggiore che non trova pace da ben 36 anni.


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