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«Difficilmente Pescara del Tronto
sarà ricostruita lì dove stava»

POST SISMA - Al Piceno Consind è stata presentata la micro zonazione sismica. Da ricostruire integralmente ci sono anche il centro storico e sei frazioni: Pretare, Piedilama, Vezzano, Pescara del Tronto, Tufo e Capodacqua

«Difficilmente Pescara del Tronto sarà ricostruita lì dove stava». E’ quello che è emerso nell’ incontro pubblico al Piceno Consind al quale hanno preso parte il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, la vice Anna Casini ed il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Paolo D’Erasmo.

In alcune zone dello storico borgo si può già iniziare a ricostruire, in quelle perimetrate non ancora. Vanno reinventate perché il terremoto ha fatto danni ingenti non solo agli edifici pubblici e privati, ma anche ad aree pubbliche e strade andate completamente distrutte. La perimetrazione ha riguardato Arquata capoluogo e 6 delle 11 frazioni che compongono il suo territorio: Pretare, Piedilama, Vezzano, Pescara del Tronto, Tufo e Capodacqua. Per la ricostruzione sono necessari i Piani Attuativi che detteranno le modalità e le tecniche di ricostruzione più idonee e che si baseranno sulla partecipazione attiva della popolazione che verrà coinvolta nelle fasi più delicate, fino alla possibilità di esprimere un parere in fase di adozione degli stessi. Per facilitare questo delicato processo, il Comune di Arquata del Tronto si è dotato di un “Regolamento Comunale sulla partecipazione ai Piani di Ricostruzione”. Il regolamento prevede una prima fase informativa con incontri pubblici in cui i rappresentanti delle Associazione dei Proprietari e delle Associazioni operanti nel territorio comunale potranno confrontarsi con l’amministrazione Comunale, conoscere le scelte intraprese dalla stessa e lo stato della ricostruzione.

(servizio in aggiornamento)


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