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Sanità, parla Piero Celani:
«Anche io contrario al plesso unico,
ma che errore non proporre Campolungo»

ASCOLI - Il vice presidente del Consiglio regionale manifesta la sua contrarietà alla scelta dei sindaci del Piceno, ma non risparmia frecciate nemmeno al suo schieramento politico

di Renato Pierantozzi

«Sono contrario ad un Ospedale unico non situato nel Comune di Ascoli e senza la definizione sin dall’inizio di reparti di “eccellenza” in grado di sostenere l’istituzione di un’azienda ospedaliera. Ma…». Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale Piero Celani, nonché ex sindaco di Ascoli per dieci anni (1999-2009) ed ex presidente della Provincia per altri 5 (2009-2014).

Piero Celani

Vice presidente Celani, premessa la sua contrarierà all’opzione decisa dai sindaci, che cosa non la convince ulteriormente di quello che è successo?

«Non capisco come sia stata gestista politicamente questa vicenda. Leggo di assessori che si strappano le vesti perché nella conferenza dei sindaci il voto di Ascoli vale come quello del Comune più piccolo (Palmiano, ndr). Ma questo, se permettete, è un vulnus che il sottoscritto va denunciando da almeno 20 anni. Mi ricordo i pareri espresse sulle terne dei direttori della sanità picene, mentre le decisioni erano già state prese. Si tratta di un valore consultivo che ho sempre contestato anche nell’ultimo intervento in Regione sulla legge per le nomine nella sanità».

Sul caso dell’ospedale unico che cosa si poteva fare allora per incidere concretamente allora?

«Se la Regione aveva deciso comunque di far partire questo “treno” era il caso di mettersi a sedere e magari “trattare” con la Regione stessa per capire bene cosa restava ad Ascoli e a San Benedetto e se c’era la possibilità di ottenere la personalità giuridica per l’azienda ospedaliera. Invece si è arrivati al voto dove si sapeva che il centro destra era minoritario. Per non parlare poi della localizzazione…».

A proposito, che ne pensa a riguardo dell’area scelta tra Colli del Tronto e Pagliare?

L’ospedale Mazzoni (foto Vagnoni)

«Mi sembra assurdo che Ascoli resti l’unico capoluogo senza un ospedale. A Pesaro, Fermo e Macerata, ad esempio, le nuove strutture saranno realizzate sempre nei loro territori comunali. Era stata proposta l’area di Campolungo (dal sindaco Castelli sin dal 2014 prima del dietrofront sull’ospedale unico, ndr), che poi è sparita. Campolungo dista pochi chilometri dal sito prescelto anche se è un po’ più vicina ad Ascoli. Anche in questo caso si poteva vedere prima con San Benedetto come “bilanciare” questa distanza. Invece ora dovremo espropriare un area con costi per centinaia di migliaia di euro quando si poteva avere un sito pubblico e senza problemi».

L’attuale situazione con due “mezzi” ospedali tra Ascoli e San Benedetto e con i pazienti costretti a fare su e giù per l’Ascoli-Mare è la soluzione ideale per i cittadini bisognosi di cure?

«Con una nuova struttura localizzata nel territorio comunale e almeno due reparti di eccellenza eravamo al top. Invece per tre anni non abbiamo discusso di nulla senza nemmeno convocare la conferenza dei sindaci, mentre oggi ci si accorge che il voto di Ascoli vale come quello di Palmiano».

 


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