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La faraona più buona
secondo lo chef Mazzaroni

SERVIGLIANO - Il titolare del ristorante "Il Tiglio in Vita" entusiasta dell'iniziativa che ha visto trionfare Porta Navarra: «Un pò di Servigliano entrerà nel menù del mio ristorante»

Un banchetto medievale e un giurato d’eccezione: lo chef Enrico Mazzaroni di Montemonaco e artefice del successo prima de “Il Tiglio” a Isola San Biagio e poi de “Il Tiglio in Vita” a Porto Recanati. E’ stata una serata da incorniciare per il Torneo Cavalleresco di Castel Clementino di Servigliano (Fermo) grazie al quinto appuntamento con arti medioevali, buona cucina e tanti ospiti.

Il borgo storico si è animato di un’antica fiera di mestieri: venditori di idromele, ippocrasso e sapa affiancati da artigiani ceramisti, armaioli pellai, sarte e fabbri. Insieme a pittori e mastri birrai hanno ricostruito un suggestivo spaccato di vita medioevale. Numerosi i mercanti provenienti da fuori regione; presenti anche cartomanti e veggenti. Organizzata dalla Pro Loco, la serata ha proposto un felice connubio fra arti storiche e intrattenimento con spettacoli itineranti. Questa combinazione di successo, come da tradizione, ravviva ogni angolo del borgo storico. In scena i Musicisti Jubal che, come comanda l’amor cortese, hanno tributato la serata alla bella donzella. I duellanti Ferreo Core hanno allestito un accampamento di milizia; a seguire le ballerine Fiamme Danzanti hanno portato fiaccole e fuochi in giro per il borgo. L’attore Vincenzo di Bonaventura ha declamato il V canto dell’Inferno della Divina Commedia al cospetto di una coppia di figuranti nel ruolo di Paolo e Francesca, accompagnamento musicale a cura di Francesco Bertazzo e del suo violino.

«In occasione della 50esima edizione abbiamo proposto scenografie d’effetto, frutto della ricerca storica e della creatività del design Emanuele Luccisano – commenta la presidente della Pro Loco, Luigina Rossi – menzione particolare all’allestimento delle riproduzioni delle tele del Crivelli, concesse gentilmente in prestito dal Comune di Monte San Martino presente alla serata con una delegazione e uno stand espositivo. Eccellente il lavoro del co-regista e presentatore Pierino Bottoni”.

Le magiche atmosfere della “Antica Fiera Arti e Mestieri” sono intervallate dallo svolgersi del gareggiare delle taverne: una competizione culinaria fra rioni che premia il miglior piatto. Oggetto di giudizio la faraona: preparata in varie salse e diverse cotture a seconda del gusto dei cuochi, è sottoposta al palato esigente di una giuria di esperti. Un sontuoso banchetto è allestito in prossimità della chiesa di San Marco evangelista; siedono a tavola, rigorosamente in abiti storici, i membri della giuria per una conviviale in puro stile medioevale. Ospite d’onore e primo giurato lo chef Enrico Mazzaroni, celebre per le sue proposte culinarie ricercate senza mai allontanarsi dalla tradizione. 44 anni, tre lauree e due grandi amori: la cucina e la sua terra. Ha trasformato il ristorante di famiglia, “Il Tiglio”, in un agriturismo gourmet riscuotendo un grande successo. Purtroppo il terremoto ha sradicato la sua fucina culinaria a Montemonaco. Di recente il suo amore per i Sibillini e la passione per i prodotti tradizionali sono rinati in un nuovo progetto: il ristorante “Il Tiglio in Vita” a Porto Recanati. Ad accompagnare lo chef Mazzaroni nell’arduo compito di giudicare la faraona più buona, il sindaco di Servigliano Marco Rotoni; il presidente Slow Food Marche Ugo Pazzi; il regista e storico Gianni Nardoni; Anna Rita Totò, nipote del noto chef Lorenzo Totò; il giornalista Matteo Achilli; l’imprenditore Antonio Cocci, sue la casa vinicola Tenute del Borgo e il birrificio Cocci; Valeriano Ghezzi, sindaco di Monte San Martino.

All’unanimità il piatto più gustoso e tecnicamente meglio eseguito è quello del rione Porta Navarra. La direzione della cucina e l’esecuzione del piatto vincente è a cura di Ivana Marziali. «Per tutti i giurati è stato amore a prima vista, al primo boccone abbiamo assaporato la morbidezza della carne e il sapore ricercato. Siamo rimasti stupiti – commenta lo chef Mazzaroni – complessivamente il livello è alto, sono tutti piatti eccellenti. Porgo i miei più sinceri complimenti agli chef delle varie taverne: era un compito difficile perchè la faraona è una carne complessa ma se la sono cavata egregiamente. Ho rintracciato delle note originali in alcune pietanze e sicuramente le studierò per riproporle nel mio ristorante: un pò di Servigliano entrerà nel mio menù. Suggestiva la scenografia e divertente l’intrattenimento, una serata piacevole. Sarebbe bello tornare a trovarvi il prossimo anno».


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