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Sisma, il giorno del ricordo
Conte: «Qui per garantire impegno»
Ora ripartire subito

ARQUATA - Commossa e partecipata fiaccolata in ricordo delle vittime, a due anni esatti dalla tragedia. I nomi di chi non c'è più scanditi uno a uno, per un ricordo che non sbiadirà mai. Il popolo montanaro non molla, ma basta con intenti di ripartenza lasciati a sonnecchiare per 12 mesi. Ceriscoli, da Rimini: «Abbiamo elaborato un piano di oltre cento progetti che parlano di rilancio». Il vicepremier Di Maio ad Acquasanta

Conte e Petrucci durante la fiaccolata a Pescara del Tronto

di Luca Capponi 

Il silenzio rintocca i nomi scanditi alla luce delle fiaccole. Due anni passati veloci, eppure sembra un secolo. A Pescara del Tronto non c’è più nulla. Solo tante persone col cuore in mano. Tra di loro, anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che cammina di fianco al sindaco Aleandro Petrucci verso la zona della messa. Dove prima c’era il parco giochi. E dove quella maledetta notte furono deposti i corpi di chi fu estratto senza vita dalle macerie. Tantissimi, qui, il cui ricordo rimarrà per sempre in chi, nonostante tutto, è andato avanti.
La cerimonia di commemorazione va in scena lì, con la messa tenuta del vescovo Giovanni D’Ercole, che durante la partecipata fiaccolata ha indossato la maglietta “Il coraggio non trema”. L’unico a dire qualcosa. Conte, dal canto suo, si è mosso con discrezione, lui che era già stato qui un paio di mesi fa, alla sua prima uscita ufficiale. E che il 24 agosto è voluto tornare, ha scritto, «Per testimoniare il commosso ricordo per coloro che non ci sono più ed esprimere solidale impegno nei confronti di tutte quelle persone che sperano di tornare presto a vivere nel proprio paese».
Impegno che definire importante è poco, soprattutto perché tira in ballo sentimenti, pazienza, passione, compostezza di un popolo, quello montanaro, che tiene duro da troppo tempo. E che non vuole mollare, pur davanti allo sfilacciarsi delle più ottimistiche speranze.
E allora che il giorno del ricordo passi, e passi come deve. Ma che non sia l’ennesimo augurio di ripartenza lasciato a sonnecchiare per altri 12 mesi. Nessuno può permetterselo, qui.

La folla ascolta la messa a Pescara

«Il prossimo passo che vogliamo condividere con il governo è un accordo di programma quadro, che metta al centro il tema delle aree interne e della loro rinascita. Abbiamo elaborato con tutti i soggetti del territorio un piano strategico che ha raccolto oltre cento progetti, che parlano di economia, di turismo, di rilancio» sono le parole pronunciate solo a pochi chilometri di distanza, in quel di Rimini, dal presidente della Regione Luca Ceriscioli. Al “Meeting per l’amicizia tra i popoli” si è parlato proprio di ricostruzione in un contesto che già prima del sisma rischiava lo spopolamento. Anche le sue sono parole che pesano. «Utilizzare procedure ordinarie in un contesto straordinario è la difficoltà maggiore nel processo della ricostruzione, in parte avviata con 1.150 progetti di ricostruzione privata approvati che sono oggi cantieri. -ribadisce- Pensiamo ad esempio al Comune di Arquata, che ha la possibilità di realizzare 70 milioni di euro, già finanziati, di opere pubbliche, pari a un piano delle opere trentennale, e non ha poi gli strumenti e le persone necessari per portare avanti le iniziative. C’è molto da fare, servono più forti e profonde semplificazioni per dare un’altra dinamica e altri tempi alla ricostruzione».
A Rimini c’era anche il pianista Giovanni Allevi, che proprio al sisma ha dedicato “No Words”, commosso brano dall’ultimo album “Equilibrium”. Allevi, che ha origini ad Acquasanta Terme, suona “senza parole”. Potrebbe essere rimasto così anche il sindaco dello stesso borgo natio della sua famiglia, Sante Stangoni, apprendendo che a pochi metri dal municipio ha soggiornato il vice premier Luigi Di Maio. Il quale in occasione dell’anniversario del sisma si è recato nella vicina Amatrice prima giungere proprio all’Hotel Italia di Acquasanta per qualche ora di riposo. Stangoni, dapprima, non è stato messo al corrente del fatto, restandoci male. Poi, forse anche per via del malumore probabilmente giunto anche all’attenzione di Di Maio, la chiamata è arrivata e l’incontro è avvenuto. Nuovo commissario per la ricostruzione, entro l’11 settembre, e burocrazia da snellire i temi al centro dell’incontro.

Terremoto, due anni dopo «Il cuore ci spinse a scavare» Conte alla commemorazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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