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«Quando portai i Ramones al concerto
con la mia Uno a metano»
Il mondo rock di Ruggeri (Foto e video)

ASCOLI - Il mitico fotografo (e grande collezionista) ha inaugurato la mostra dedicata alla band punk, con cui ha collaborato per 8 anni, nell'area archeologica di Palazzo dei Capitani. Un momento per ripercorrere e ammirare un pezzo di storia della musica. Stasera il concerto di Marky Ramone in piazza Arringo
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Henry Ruggeri parla della prima locandina ufficiale dei Ramones

di Luca Capponi 

(foto e video di Andrea Vagnoni)

«Joey Ramone era molto difficile da immortalare per via dei capelli lunghi che gli coprivano il viso. Johnny invece non amava farsi fotografare, il contrario di Marky che spesso ancora oggi mi chiede di fargli degli scatti. Tommy? Non voleva suonare, si sentiva più produttore, per questo quando trovò un degno sostituto lasciò il posto di batterista proprio a Marky». Il “problema”, con Henry Ruggeri, è che si starebbe ad ascoltarlo per ore con i suoi aneddoti dal mondo Ramones e non solo; in trent’anni di carriera nel rock ne ha viste un po’ di tutti i colori. «Praticamente ho fotografato tutti, da B.B. King fino ai Pearl Jam, escluso David Bowie che però ho incontrato; era il 2003, e al concerto di Milano ero fotografo di “riserva”, undicesimo su dieci posti disponibili. -racconta- Quel che si dice del rock e dei suoi dietro le quinte è spesso “mitizzato”, in realtà sovente capita di avere a che fare con professionisti il cui vero obiettivo è solo quello di fare bene sul palco».

Ruggeri a colloquio con l’assessore Dragoni

Ruggeri, classe 1966 nativo di Porto Potenza (Mc), è il fotografo ufficiale di Virgin Radio, tra i primi collezionisti al mondo di materiale sui Ramones (un sodalizio fotografico, durato 8 lunghi anni, e amicale specie con Marky, l’ultimo rimasto della formazione storica), ha collaborato con riviste, siti ufficiali di star, ha gestito locali, organizzato concerti (nel 1994 portò i Ramones live a Macerata, accompagnandoli sul palco con…una Fiat Uno a metano, poiché loro “snobbarono” la Limousine messa a disposizione dall’albergo) e venduto dischi, ma soprattutto è un grandissimo amante del rock in tutte le sue sfaccettature tanto che, come ha detto rivolgendosi all’assessore alla cultura Piersandra Dragoni a margine dell’inaugurazione della mostra da lui curata presso l’area archeologica di Palazzo dei Capitani, «Questi muri li vedrei bene pieni di poster, a casa ne ho centinaia pronti per l’uso».
L’evento espositivo, che contiene una interessantissima galleria di foto, locandine, autografi, copertine di dischi, cartoline, tutto dedicato alla band di “I wanna be sedated”, è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di domenica 26 agosto e sarà visitabile ad ingresso gratuito, dalle 16 alle 20, fino al 29, all’interno del “DistrArte Festival“. Si tratta di un pezzo di storia dell’arte contemporanea fatto di memorabilia e manufatti rari dal grande valore anche commerciale, come il primo poster della band creato da Arturo Vega per la loro prima esibizione al Cbgb’s di New York del 1974. Insomma, uno spaccato culturale imperdibile non solo per gli amanti del sound.

Ruggeri con pubblico intervenuto

«La mia avventura coi Ramones iniziò nel 1988 come quella di un vero cultore di musica e fotografia. -spiega Ruggeri- Acquistai i biglietti per tutte le 7 date italiane, ma il bar dove lavoravo non mi diede le ferie, così mi licenziai. Il mio sogno era quello di ritrarli dal vivo, così con una vecchia Praktica ed un’altra macchinetta usa e getta mi presentai al Velvet di Rimini spacciandomi per fotografo. Da lì cominciò un’avventura che va avanti ancora: seguii i Ramones in concerto per tutte le 43 date europee, persino nella ex Jugoslavia, scattando dalle 36 alle 72 foto a sera in tempi che oggi sembrano lontanissimi, fatti di rullini, stampe e zero possibilità di correggere il tiro in caso di errore».
Ruggeri, si può ben dire, è uno che è riuscito a trasformare il suo sogno in un lavoro, in un ideale di vita. Cosa che traspare dalla sua passione maniacale e contagiosa. Impossibile raccontare tutti gli aneddoti che è capace di snocciolare, da Johnny Winter in canotta e spinello alla mano fuori dalla roulotte in pieno inverno, fino al concerto di Paul McCartney visto di fianco a un certo Bob Geldof o al mito “dinoccolato” Thom Yorke, «che quando parla non sta mai fermo ma è una persona amabile, gentile, dolce e malinconico proprio come nelle canzoni che canta, a cui però è bene non chiedere foto o autografi».
«Questa location, davanti a una delle piazze più belle del mondo, mi attira molto, anche per l’abbinamento tra rock e rocce. -dice riferendosi all’area archeologica di piazza del Popolo- Ho molto materiale da esporre, tra cui una mostra sul Brit Pop e un’altra con gli scatti ai grandi del rock, mi piacerebbe portarlo qui».
Il messaggio, nemmeno troppo velato, è per le antenne ricettive dell’assessore Dragoni e di Luca Virgulti, presidente dell’associazione organizzatrice “7Ap”; è a loro che nel frattempo va il plauso per quanto organizzato finora. E stasera alle 21, bomba, il live di Marky Ramone in piazza Arringo.

Al centro Luca Virgulti di “7Ap”

 


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