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Pericolo segnalato,
pericolo scampato

ASCOLI - Intervento degli operai del Comune in rua del Cassero e stradine limitrofe con cartelli che segnalano il pericolo, in attesa di sistemare il fondo con il bitume o il riposizionamento dei sanpietrini
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di Andrea Ferretti

“Urge un intervento, che probabilmente verrà effettuato applicando pezze con il solito… magico bitume”. Il nostro articolo del 18 agosto scorso si concludeva così. L’intervento che auspicavamo, dopo la segnalazione di un nostro lettore, riguardava la zona del centro storico di Ascoli dove si incrociano rua del Cassero, rua del Casseretto, rua della Conce, rua Cornacchi e rua della Cisterna, quest’ultima l’unica senza uscita. Un dedalo di stradine che si diramano intorno all’ex chiesa di San Francesco di Paola, ora Auditorium Neroni della Fondazione Carisap. E’ lì che quest’ultima organizza diversi eventi mettendo la struttura anche a disposizione di altre associazioni e realtà cittadine. A parte il danno d’immagine, il rischio – almeno finora – è che qualcuno possa cadere o rimediare una distorsione.

La segnalazione, per ora, è andata a buon fine. Un prim intervento c’è stato. Proprio come accadde qualche tempo fa in rua San Pietro in Castello, la stradina che da Piazza Ventidio Basso (San Pietro Martire) conduce nell’omonima ex chiesa e nell’ex comando dei Vigili urbani. Lì c’è un parcheggio, ma arrivarci non era l’impresa più facile del mondo a causa di buche e avvallamenti. Intervennero gli operai del Comune, gli stessi che ora hanno segnalato il pericolo buche nei pressi dell’auditorium. Prossima tappa sarà la “pezza” di bitume oppure, nella migliore delle ipotesi, il riposizionamento dei sanpietrini saltati fuori e finiti qua e là. Come in numerose altre vie e rue del centro storico, andrebbe infatti ricostruito il puzzle per completare un fondo stradale degno di questo nome.

Se alla fine dovesse mancare un sanpietrino, sono testimone che il padre di un mio amico di Roma una sera di fine estate del 1969 se ne portò a casa uno come ricordo di Ascoli. Il perché per me resta un mistero, ma lui è stato sicuramente il primo “tombarolo” che ha predato Ascoli anziché una tomba etrusca.


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