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Due migranti della Diciotti
andranno a casa del vescovo
Città divisa, scritte pro e contro la Cei

ASCOLI - Imbrattati i teli che coprono le reti del cantiere davanti al cinema Piceno. Tutti i "messaggi" sono stati rimossi per evitare nuove polemiche. L'invito della Curia: «Sarebbe utile per la città se invece di alimentare inutili contrapposizioni, ci si sforzasse di unire le energie per il bene di tutti»
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Prima una scritta contro la Cei (Conferenza episcopale italiana) “rea” di aver deciso di ospitare i migranti della nave Diciotti, poi una serie di frasi a sostegno del vescovo Giovanni D’Ercole, di Sant’Emidio e del Papa. E’ ciò che è apparso, l’altra notte, lungo i teli che delimitano le reti da cantiere nei pressi dell’Episcopio. Tutte le scritte sono state fatte cancellare dallo stesso D’Ercole per evitare di soffiare sul fuoco delle polemiche. Intanto la stessa Diocesi, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi culminate con l’annuncio dell’ospitalità da dare ai migranti della nave Diciotti e poi la mezza retromarcia, interviene di nuovo sulla vicenda. «Da informazioni più dettagliate arrivate in questi giorni -fa sapere l’Ufficio comunicazioni sociali diocesano- si può affermare che le polemiche sollevate sono state del tutto inutili e senza alcun motivo fondato poiché, data la generosa risposta di tantissime Diocesi italiane dopo il caso della nave Diciotti in risposta all’appello istituzionale giunto dal governo, ad Ascoli arriveranno solo due migranti che saranno accolti dal Vescovo in casa sua e a suo totale carico, come già preannunciato.  Il Vescovo altresì intende proseguire la sua attenzione ai poveri e agli ultimi del nostro territorio che non ha mai trascurato come dimostra la sua costante opera concreta a favore dei terremotati e la recente apertura della casa di accoglienza per padri separati di cui nessuno, finora, si era fatto carico. Sarebbe bello e utile per la città se invece di alimentare polemiche e contrapposizioni che non tornano utili a nessuno, ci si sforzasse di unire le energie per il bene di tutti. Su questo fronte,della solidarietà, concreto e urgente è veramente l’apporto di tutti perché la crisi di oggi ci chiama a un impegno condiviso e costante.
É un appello questo -conclude la nota della Curia- che il vescovo rivolge in primo luogo ai cristiani e lo estende a ogni persona di buona volontà a qualsiasi ideologia o filosofia di vita appartenga. Tutti abbiamo bisogno di tutti».

 


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