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Inchiesta sulla Valdaso, Antognozzi (Pd):
«La strada è una priorità»

COMUNANZA - Il consigliere provinciale tuona anche alla luce degli esposti dei grillini che hanno scatenato l'indagine della Procura dorica: «L’ammodernamento della Valdaso è una condizione essenziale per la ripresa delle zone interne picena e fermana colpite dal sisma. Industria e turismo ne sono i cardini. Ma senza un’adeguata viabilità ogni azione di rilancio sarebbe inutile»
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di Maria Nerina Galiè

«L’ammodernamento della Valdaso è una condizione essenziale per la ripresa delle zone interne picena e fermana colpite dal sisma. Industria e turismo ne sono i cardini. Ma senza un’adeguata viabilità ogni azione di rilancio sarebbe inutile». Tuona così Alberto Antognozzi, consigliere provinciale di Ascoli Piceno e segretario del circolo del partito democratico di Comunanza, in merito all’indagine che sta portando avanti la Procura di Ancona, volta a far luce sull’utilizzo dei soldi degli sms solidali.

Alberto Antognozzi

Le donazioni, pervenute tramite il numero 45500, sono pari a 34 milioni di euro di cui 17 milioni e mezzo destinati alla Regione Marche. Di questi, il progetto per la riqualificazione della ex provinciale 238 nel tratto compreso tra località Vignola di Montefalcone Appennino a Ponte Maglio nel Comune di Santa Vittoria in Matenano, se ne è aggiudicati 5 in seguito all’approvazione di un progetto presentato da 20 sindaci dei Comuni interessati, con Comunanza capofila.
Ad insinuare il dubbio sul corretto impiego di quei 5 milioni, il consigliere regionale sambenedettese del movimento 5 stelle Peppino Giorgini, secondo il quale la strada “non è stata interessata in alcun modo dal sisma”. Ha pertanto raccolto i fascicoli inerenti, che sono poi stati richiesti dal pm dorico Irene Bilotta e del Gico della Guardia di Finanza. Al momento l’indagine è ad una fase embrionale e non risultano né indagati né ipotesi di reato. Potrebbe però comportare dei rallentamenti alla realizzazione di un opera che «oggi più di prima – continua Antognozzi – risulta fondamentale per poter attrarre investitori ma anche per poter garantire la sopravvivenza di aziende già presenti in queste zone fortemente colpite dal terremoto. Esiste già tanta burocrazia come ostacolo alla rinascita post sisma. L’esternazione di Giorgini non fa che appesantire una fase così delicata ma allo stesso tempo bisognosa di interventi impellenti».
Inevitabile la preoccupazione del consigliere provinciale per i risvolti che quanto accaduto potrebbero avere sulla vertenza in atto nello stabilimento Whirlpool di Comunanza. Una crisi che ha messo a nudo la fragilità dell’economia della zona e del futuro di molte famiglie di lavoratori: “Un sisma all’interno del sisma”, la definisce Antognozzi che aggiunge: «Nel pieno rispetto per il lavoro della Procura – sostiene – non comprendo come un consigliere regionale possa sollevare una simile questione. La viabilità pedemontana, nel mezzo del cratere, rappresenta per le popolazioni delle aree interne un obiettivo strategico per la ripartenza. Il futuro e lo spopolamento di questi territori non dipende solo dalla ricostruzione delle abitazioni ma dalla possibilità di rimanerci. Questo vuol dire garantire loro un lavoro.

Lo stabilimento di Comunanza

Le affermazioni di Giorgini – dice ancora – sembrerebbero più di speculazione politica che di visione strategica, in disaccordo tra l’altro con i deputati pentastellati del piceno. In occasione dell’incontro avvenuto a Comunanza sul tema Whirlpool, essi avevano recepito e si erano detti perfettamente d’accordo con le istanze dei sindaci circa l’impiego dei 5 milioni di euro per la Valdaso. Anzi erano stati gli stessi parlamentari ad evidenziare l’importanza delle infrastrutture come punto di partenza imprescindibile per salvaguardare il lavoro e scongiurare la delocalizzazione».
Nella riunione che aveva visto protagonisti i parlamentari grillini, il primo giugno scorso, cioè all’alba dell’insediamento del nuovo Governo, le parole del senatore Giorgio Fede avevano ridato speranza ad amministratori locali e rappresentanti sindacali del sito produttivo piceno: «Stiamo operando sul rilancio dell’intero territorio dal punto di vista industriale, turistico e delle infrastrutture». A fargli eco l’onorevole Roberto Cataldi: «Occorre un piano industriale, basato sullo snellimento della burocrazia e la riqualificazione delle infrastrutture, che renda vantaggioso investire in queste zone sia per le grandi aziende che per quelle della filiera».
«Credo che lo stesso Giorgini – conclude Antognozzi – abbia il dovere di pensare seriamente al futuro della Whirpool, in quanto esponente di un partito di Governo. Vorrei ricordargli piuttosto di adoperarsi per avere quanto prima la tanto sospirata data per l’incontro al Mise, dove verrà affrontato il futuro di questa azienda e del territorio che su essa poggia».

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