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La Fiat Panda dimenticata:
da tre anni
non la reclama nessuno

COMUNANZA - Ormai è ufficialmente diventato un "caso". Il proprietario è morto da tempo, gli eredi non hanno avanzato pretese ed è rimasta parcheggiata in un'area privata davanti all'ingresso di un'abitazione. Vigili urbani e Carabinieri non possono intervenire. Ci penserà, forse, un giudice

La vecchia Fiat Panda “dimenticata” a Comunanza

di Maria Nerina Galiè

Una vecchia Fiat Panda 4×4, di colore bianco, da tre anni tiene in scacco gli abitanti di una intera palazzina a Comunanza. Era di proprietà di uno dei condomini, poi deceduto. Poiché gli eredi non hanno avanzato pretese, la piccola utilitaria è rimasta parcheggiata nello spazio comune dell’edificio, davanti al portone d’ingresso per l’esattezza, e nessuno ha titolo per toccarla. Figuriamoci rimuoverla. Non resterà dunque che rivolgersi al giudice.

Non possono far nulla né i Vigili urbani né i Carabinieri, ai quali si sono rivolte per un parere le quattro famiglie che abitano la palazzina: l’auto è ferma in un luogo privato. Se fosse in sosta su suolo pubblico, allora sì, si poteva spostare. Degli eredi del vecchio proprietario sembra non esserci traccia. In tre anni non se ne è fatto vivo nemmeno uno, ritenendo forse che la “spesa non valesse l’impresa”. Il mezzo ha uno scarso valore commerciale e difficilmente può compensare i costi di passaggio di proprietà e tassa di possesso (il bollo) oppure della rottamazione.

Nel frattempo quell’ingombrante cimelio sta causando non pochi disagi ai residenti. E’ un problema rifornire il bombolone del gpl perché l’autocisterna fa fatica a passare. Ostacola il transito ai furgoni che periodicamente servono un laboratorio artigianale che si trova al piano terra, sul retro del palazzo. Poi, insomma, non è che sia un bel vedere anche perché è esposta alle intemperie ormai da tempo ed è pure aperta, dando modo a qualche male intenzionato di intrufolarsi.

L’avvocato comunanzese Olindo Dionisi ritiene che per trovare il bandolo della matassa in questa rocambolesca vicenda bisognerà rivolgersi al giudice. Secondo il legale, i condomini dovrebbero attivarsi con un esposto da presentare alla locale stazione dei carabinieri o denunciare il caso direttamente in tribunale. Se, a seguito delle indagini, si ravvisassero gli estremi per un reato ambientale, il giudice darebbe l’autorizzazione alla rimozione del mezzo. Un impiego di risorse non da poco e che appare subito un po’ sproporzionato. Eppure sembra non esserci proprio altra soluzione: potrà essere portato via soltanto se da “catorcio” sarà promosso al grado di “rifiuto inquinante”.


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