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Con il progetto Remi le arti
non hanno più barriere

ASCOLI - Circa mille ragazzi, tra normodotati e con disabilità, si sono cimentati, questo anno, nel teatro, nella danza, nella musica, nel disegno creativo e nelle attività circensi. Il progetto, promosso dalla Casa di Asterione e realizzato insieme alla fondazione Carisap e cinque Comuni

di Stefania Mistichelli

Integrazione e arti creative. Queste le parole d’ordine del progetto REMi (rete educativa MeTe per l’inclusione e l’integrazione) grazie al quale circa mille ragazzi, tra normodotati e con disabilità, si sono cimentati, questo anno, nel teatro, nella danza, nella musica, nel disegno creativo e nelle attività circensi. Il progetto, promosso dalla Casa di Asterione e realizzato insieme alla fondazione Carisap e ad una serie di partner, tra i quali il comune di Ascoli, è in prima linea nel campo dell’abbattimento delle barriere, fisiche e sociali, che impediscono alle persone con disabilità di vivere appieno la loro vita. «Il progetto REMI – spiega il presidente della casa di Asterione Roberto Paoletti – così come è stato riprogettato è alla sua prima edizione, ma è figlio di METE, che è al quinto anno. Alla base di questi progetti c’è la scelta di pensare al proprio territorio come ad una comunità. Nelle progettualità del “Laboratorio Minimo Teatro prima, e della “Casa di Asterione” poi, come di quella delle altre associazioni che fanno parte della nostra rete, c’è la volontà di pensare a servizi che siano per la comunità, non rivolti ad un settore della società specifico e separato dagli altri. “Mete” nacque proprio, cinque anni fa, con un corso di teatro integrato, che coinvolgeva una quindicina di persone normodotate e con disabilità. Fu un percorso ideato per una casualità: c’era stata la richiesta di partecipazione da parte di una ragazzina con sindrome di down e quindi era stata pensata una proposta su misura. Ci eravamo resi conto, infatti, che nella nostra comunità c’era qualcuno che non riusciva a fruire di questo servizio. Potevamo scegliere di dedicarci alla sola sfera della disabilità. Abbiamo scelto, invece, l’integrazione, convinti dal fatto che il diversamente abile, al di là delle patologie che può avere, ha anche tantissime potenzialità, spesso limitate dalla società stessa». 

Filo d’Arianna dell’integrazione è stata, in questo caso la mediazione artistica. «Le potenzialità delle persone – continua Paoletti – spesso si sviluppano meglio nella dimensione creativa, che è presente in ognuno di noi. Dopo la prima esperienza, negli anni si sono sviluppate altre discipline oltre al teatro: la danza , la musica e il canto, il disegno creativo e l’attività circense, attività queste che si svolgono durante l’anno al Palafolli. Con il progetto REMI abbiamo potenziato questo format coinvolgendo anche la rete scolastica, le istituzioni pubbliche e il terzo settore».

Oggi sono cinque i comuni coinvolti (Folignano, Appignano, Monteprandone, Acquasanta e Ascoli Piceno) nelle attività invernali ed estive. Solo ad  Ascoli il progetto è presente in venti scuole con format laboratoriali di 12 incontri, mentre negli altri comuni viene organizzata la residenza estiva, che consiste in una settimana durante la quale i ragazzi fanno esperienza di tutte le discipline. Nel comune di Ascoli, vista l’utenza, le settimane di campus questa estate sono state tre.

«Oggi non è più sufficiente – commenta l’assessore e vicesindaco Donatella Ferretti – prevedere attività rivolte ai disabili, quanto piuttosto organizzare iniziative che prevedano l’integrazione tra persone con disabilità e normodotati, poiché queste permettono l’espressione dei propri talenti e dei propri desideri e producono arricchimento reciproco. D’altra parte, la convenzione ONU sulla disabilità sottolinea proprio questo, che si è disabili nella misura in cui il contesto in cui si vive ti rende disabile. La chiave sta nell’accessibilità, nell’abbattimento delle barriere».

Dopo la parentesi estiva, che si è svolta nell’aula verde di Castel Trosino, riprendono ad ottobre i corsi al Palafolli e i laboratori scolastici, che continueranno a coinvolgere durante l’anno centinaia di ragazzi del territorio.


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