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Post sisma, tradizioni e impegno:
la funzione cruciale delle pro loco

COMUNANZA - Con il convegno dedicato al ruolo delle associazioni locali in tema di rinascita dopo il terremoto al via la prima edizione di “Pro loco in festa nei Sibillini”. Una iniziativa-tributo che andrà avanti fino al 16 settembre. La vicepresidente della Regione Casini: «Ruolo fondamentale per i territori». La testimonianza toccante dell'arquatana Piermarini

Il taglio del nastro di “Pro loco in festa nei Sibillini”

di Maria Nerina Galiè 

Sono diversi i ruoli che ricopre la pro loco all’interno di un Comune. Spetta a questo manipolo di volontari, senza compensi né gettoni di presenza, tenere vive le tradizioni, valorizzare le peculiarità locali ed aggregare nel divertimento. Quando poi su una comunità si abbatte un flagello come il terremoto, spetta all’associazione cittadina tenere saldo il tessuto sociale e gettare le basi per ripartire, creando nuovi stimoli. Concetti ribaditi ed ampliati nel convegno “L’importanza delle pro loco nella rinascita dei paesi dopo il sisma del 2016”, tenutosi a Comunanza. L’incontro, che nel pomeriggio di oggi 15 settembre ha visto una nutrita partecipazione di presidenti delle pro loco di Marche e Umbria, accanto ad amministratori locali, provinciali e Regionali, ha dato il via con tanto di taglio del nastro alla prima edizione di “Pro loco in festa nei Sibillini”(leggi l’articolo di presentazione), manifestazione che sarà in loco sabato 15 e domenica 16 settembre, organizzata dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli) della provincia picena e fermana, rappresentata dal presidente Marco Silla e da Quinto Sagripanti, insieme con l’associazione comunanzese presieduta da Livio Lini.
«Diciotto anni fa -esordisce Mario Borroni, presidente Unpli Marche- è nata “Pro loco in festa”, a Porto San Giorgio, con lo scopo di essere itinerante. Non lo è mai stata, fino ad ora. In un comune montano e in zona cratere, finalmente abbiamo sancito un nuovo appuntamento, da ripetere ogni anno come momento inaugurale delle manifestazioni autunnali di cui queste zone sono ricche».

I rappresentanti Unpli provinciali e regionali con Lini, Cesaroni e Casini

Una festa per lanciarne tante altre in zone che rischiano di rimanere ai margini. Una coesione di identità locali, 18 per cominciare, per «consolidare concrete proposte per far rinascere paesi colpiti dal sisma ma anche per diversificare l’abituale offerta turistica», precisa il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni.«Le pro loco oggi danno un grande esempio di unità d’intenti per promuovere il territorio. -aggiunge- Un’unità che non si raccoglie a tutti i livelli istituzionali ma può fare la differenza per ottenere un risultato. Insieme queste associazioni di volontariato, perché tali sono le pro loco, hanno cambiato un’abitudine radicata nella nostra regione, che favorisce la tendenza a scendere a valle, dove però il mercato è ormai saturo, per ampliare verso l’interno le opportunità commerciali». Collaborazione e contaminazione delle aree come presupposto per la crescita economica dell’intera regione, con particolare riguardo alle zone più svantaggiate e toccate dal sisma, anche nelle parole di altri dei presenti tra cui Damiano Bartoccetti, presidente Unpli Pesaro-Urbino, il collega di Macerata nonché consigliere nazionale dell’unione pro loco Sergio Giorgi, il presidente regionale Unpli Umbria Francesco Fiorelli, il consigliere provinciale Alberto Antognozzi, Piero Celani vice presidente del consiglio della Regione Marche, Daniele Tagliolini, presidente della Provincia di Pesaro-Urbino. «Dobbiamo sentirci tutti parte della ricostruzione» dice proprio quest’ultimo, che ha promosso una raccolta fondi per i terremotati sia come Unpli che come sindaco di Peglio, meno di 800 abitanti nell’entroterra pesarese, con gli stessi pro e contro dei paesi interni del piceno e del fermano.

Borroni, Silla, Casini, Cesaroni, Maria Francesca Piermarini e Alberto Antognozzi

«Noi marchigiani siamo afflitti dalla “sindrome del sacrestano”», afferma Anna Casini, vice presidente della Regione Marche, che poi ha spiegato il significato della frase di cui, simpaticamente, si definisce gelosa inventrice: «Il sacrestano dopo la Messa ripone l’ostensorio con una disinvoltura che può sembrare irriverente rispetto al prezioso contenuto. Così noi, siamo talmente abituati ad essere circondati da bellezze naturali, opere d’arte e specialità enogastronomiche che non ci rendiamo conto del loro valore. Grazie alle Pro loco questi tesori possono avere il risalto che meritano e godere di una vera e propria garanzia di qualità». E sottolinea l’impegno dell’ente che rappresenta nel raccogliere e distribuire aiuti comunitari e statali in ragione di bandi volti allo sviluppo delle aree interne su temi come l’accoglienza, la banda larga e la pista ciclabile.
Molto toccante infine la testimonianza di Maria Francesca Piermarini, presidente della Pro loco di Arquata del Tronto, che con la voce rotta dall’emozione condivide la sua esperienza: «Nell’immediato post sisma, per aiutare la popolazione, abbiamo pensato di vendere on line quel poco che si era salvato delle aziende locali, sotto forma di pacchi natalizi. Passata la fase dell’emergenza, ci siamo resi conto che era tempo di ricostruire il tessuto sociale, e che toccava a noi farlo, partendo dalla memoria storica di quanto era andato distrutto. A tal fine, con i fondi donati dall’Unpli, vogliamo creare un luogo dei ricordi, con foto ed altro materiale che riusciremo a raccogliere, per non dimenticare. Poi – conclude la Piermarini – senza tralasciare gli eventi tradizionali, ne creeremo di nuovi per attrarre visitatori». Per rimanere in tema la presidente invita tutti alla manifestazione “Marrone che passione” in programma a Trisungo il 28 settembre.
Chiuso il sipario sul convegno, si è aperto quello sulla festa, gli stand enogastronomici e le attrazioni che riempiranno il centro di Comunanza fino a domenica 16 settembre.

In primo piano Piero Celani

Il sindaco di Force Augusto Curti e, a destra, il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Daniele Tagliolini


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