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Maxi incendio all’Ascoli Rottami,
condannato il titolare

ASCOLI - Il giudice Marco Bartoli ha condannato Claudio Bachetti ad un anno e quattro mesi. Assolto invece il figlio Alessandro. La difesa: «L'incendio divampò così poichè per spegnerlo fu usata acqua sull'olio e non la schiuma»

Si è concluso con una condanna a un anno e quattro mesi per Claudio Bachetti e l’assoluzione del figlio Alessandro il processo per il maxi rogo che l’8 marzo 2013 distrusse l’autodemolizione presente davanti al centro sportivo Città di Ascoli, a Marino del Tronto. Un rogo violentissimo che tenne occupati i vigili del fuoco per ore e ore con le colonne di fumo e le esplosioni visibili ed udibili a chilometri di distanza e la necessità di chiamare rinforzi da altri comandi. La sentenza è stata emessa dal giudice Marco Bartoli, mentre il pubblico ministero Donatella di Berardino aveva chiesto una pena più alta pari a 3 anni per entrambi gli imputati. Le difese, invece, rappresentate dagli avvocati Sara Pagnoni e Edoardo Guidi hanno sottolineato fino all’ultimo l’innocenza dei propri assistiti. In particolare l’avvocato Pagnoni, nell’arringa difensiva finale, ha puntato il dito sulle sostanze (“acqua al posto della schiuma”, come sostenuto dal legale) utilizzate per spegnere le fiamme che al momento dell’allarme lanciato ai vigili del fuoco non avevano ancora le dimensioni di un “rogo”.


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