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Il Pd contro il Comune:
«Anche il velodromo rischia
di fare la fine della tribuna est»

ASCOLI - L'affondo del segretario Angelo Procaccini dopo il rischio chiusura paventato dal presidente Palatroni: «La lentezza con la quale si sta procedendo non ci sorprende poiché è in piena continuità con quanto stiamo assistendo da anni per la tribuna est dello stadio. La città non ha più punti di aggregazione»

Il velodromo comunale “Don Mauro Bartolini” di Monticelli (Foto Vagnoni)

«La situazione del Velodromo a Monticelli aumenta i nostri dubbi sull’attenzione che questa amministrazione comunale ha nei confronti di questo quartiere: ad oggi praticamente nulla. La lentezza con la quale si sta procedendo non ci sorprende poiché è in piena continuità con quanto stiamo assistendo da anni per la tribuna est dello stadio». E’ l’affondo del segretario comunale del Pd, Angelo Procaccini che interviene dopo il grido di allarme lanciato dal presidente del Monticelli Calcio, Piero Palatroni, che ha paventato addirittura “il rischio chiusura” a causa del problema relativo al campo del quartiere non omologato nemmeno per l’Eccellenza. Con i biancoazzaurri, già esiliati ai tempi della D, costretti a giocare a Monterocco dove da tempo si attende il montaggio della tribunetta sempre da parte del Comune.

«Quello che più ci preme -continua Procaccini- è capire se i fondi stanziati dal Governo Renzi Gentiloni per il quartiere più grande e popoloso della nostra città non si dissolvano in un nulla. Il centro destra ascolano ci ha dimostrato in occasione della realizzazione del polo universitario la propria incapacità di realizzare in tempi consoni delle grandi opere a favore della comunità, ma ormai è passato talmente tanto tempo che magari i cittadini hanno dimenticato. Noi non dimentichiamo ed abbiamo paura che di fatto questi fondi per le periferie si concretizzino nella semplice realizzazione di un ponte che continua a sviluppare il vissuto della nostra città sempre più verso il polo commerciale piuttosto che il centro abitato! La nostra città già duramente colpita dal sisma e da una forte disoccupazione rischia di esser ancor più impoverita da un opera pubblica come quella del ponte che favorisce di fatto una fuoriuscita dalla città di non certo un introduzione dei flussi economici e sociali all’interno di essa».

Procaccini allarga l’orizzonte sulla situazione di tutta la città. «Come ho avuto occasione di dire alla Festa dell’Unità tenutasi poco fa ad Ascoli -afferma- è impensabile invertire la rotta rispetto all’area del centro commerciale al Battente che è ormai una realtà assodata per la nostra città che offre anche opportunità di lavoro per i nostri cittadini. Va però denunciata la scelta che mentre a ridosso di un centro commerciale vengono aumentate le infrastrutture costruendo ponti, per un centro storico ormai spopolato si risponde con una semplice navetta gratuita per non parlar dell’imbarazzante assenza di centri di aggregazione che permetterebbero la crescita e lo sviluppo della nostra comunità. Che fine hanno fatto gli “Informa giovani e le biblioteche che erano punti di aggregazione che alzavano la qualità della vita di ogni quartiere!? Come Partito Democratico vigileremo sull’avanzamento di questi lavori cercando di capire se realmente dopo questo intervento il quartiere di Monticelli ne guadagnerà a livello sociale o se invece con la realizzazione del ponte si compirà l’ennesima opera che va come sempre a garantire l’interesse di pochi. Ci teniamo anche a dire che stiamo già lavorando da tempo su proposte che porteranno la nostra città a splendere ma soprattutto ad essere viva! Ascoli ha il bisogno di tornare ad essere una città viva».


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