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Sanità, sindaci di nuovo riuniti
Castelli attacca Ceriscioli

ASCOLI - Al Piceno Consind si discute il nuovo piano socio sanitario. L'affondo del sindaco ascolano: «Non vogliamo essere cittadini di serie B: un nuovo ospedale sulla costa e investimento per 30-50 milioni sul Mazzoni»
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Il sindaco Guido Castelli (Foto Vagnoni)

Sindaci di nuovo riuniti per discutere il piano socio sanitario. L’appuntamento è per oggi pomeriggio al Piceno Consind. Intanto dopo le frecciate del Pd al sindaco Castelli sul fatto che la Riviera si stia organizzando per avere un nuovo ospedale di primo livello, è arrivato un nuovo audio-messaggioo del primo cittadino ascolano che torna ad attaccare duramente Ceriscioli. «Non mi esprimo sul piano -è la voce di Castelli che parla- senza un mandato del popolo e del consiglio comunale che a fine ottobre si riunirà. La tecnica di Ceriscioli, ribadita anche nell’incontro di Colli, invece, è quella di dividere i cittadini del Piceno come ha fatto il Pd della nostra provincia che ha forzato le situazioni rimediando sconfitte. La situazione è kafkiana: parliamo di ospedali e rete ospedalieri senza atti amministrativi che ne indichino la copertura economica. Una politica senza né capo né coda. Noi chiediamo che ci sia un atto amministrativo per realizzare l’ospedale unico».

Ceriscioli all’interno dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (Foto Vagnoni)

Castelli ribadisce la sua ricetta: «Dal 2008 -afferma- sosteniamo la  stessa posizione sin da quando da consigliere regionale proposi la realizzazione dell’azienda ospedaliera su due plessi perché le due città hanno diritto ad avere il loro ospedale come decise la giunta di centro sinistra di Gian Mario Spacca. La soluzione è un nuovo ospedale a San Benedetto nei pressi del casello autostradale e la riqualificazione del Mazzoni con 30-40-50 milioni può essere un super ospedale. Come avviene a Pesaro che avrà ha nuovo ospedale di base a Fano, una clinica convenzionata e uno stabilimento a Muraglia dove sono stati già investiti 7 milioni. Non vogliamo essere cittadini di serie B. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ceriscioli è a fine corsa visto che per risolvere il problema delle liste di attesa ha nominato una senatrice del suo partito non rieletta alle ultime elezioni».


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