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Trovatore ambientato durante il fascismo,
Manrico è giornalista e partigiano
La regista argentina spiega la lettura dell’opera

ASCOLI - L'opera di Verdi in scena sabato 6 ottobre nel Teatro Ventidio Basso con anteprima giovani giovedì 4. Spesa per il Comune di circa 70.000 euro. Prossimi appuntamenti con Così fan tutte e Falstaff
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di Franco De Marco

Preparatevi ad una regia e ad un’ambientazione forse shock, fuori dagli schemi, ma certamente non banale ed intrisa di significato.Per Il Trovatore, in scena nel Teatro Ventidio Basso sabato prossimo 6 ottobre  con inizio alle ore 20,30 (anteprima giovani giovedì 4 alle ore 17),  Valentina Carrasco, argentina, regista tra le più creative in circolazione, collaboratrice della Fura del Baus, ha scelto di trasportare la storia dalla Spagna dell’inizio del XV secolo all’Italia durante il fascismo e la dittatura di Benito Mussolini.

Manrico, il Trovatore, el Trovador spagnolo, ovvero il cantastorie, uno che racconta ciò che accade, diventa addirittura un giornalista che, appunto durante la dittatura, è vittima della censura come realmente accaduto in quel periodo storico. E se Manrico è un giornalista, un giornalista impegnato nella lotta partigiana, Leonora, principessa d’Aragona nel libretto di Salvatore Cammarano, diventa una spia dei partigiani, una infiltrata, all’interno del “palazzo” della dittatura, alle prese con il suo  innamorato, il classico Conte di Luna, che nella transposizione temporale, è un conte esistito davvero, il conte Gian Galeazzo Ciano che fu ministro del Minulpop.

Valentina Carrasco, dopo una dichiarazione d’amore verso la città di Ascoli («Sapevo che era bella, ma non immaginavo così tanto. Teatro meraviglioso.  Che acustica. In Spagna è impensabile. Meglio qui che nei grandi teatri»), ha spiegato la sua originalissima lettura dell’opera di Giuseppe Verdi questa mattina nella Sala Ceci della Pinacoteca alla presenza del sindaco Guido Castelli, dell’assessore comunale alla cultura Piersandra Dragoni, del direttore della Fondazione Rete Lirica delle Marche Luciano Messi, del presidente della Fondazione Igor Giostra, del direttore d’orchestra Sebastiano Rolli e di interpreti.

«Ho ambientato la storia durante il fascismo italiano – ha detto la regista magari volendo subito allontanare interpretazioni distorte – senza tuttavia voler dare giudizi su quel periodo. Manrico, el Trovador,  faceva la cronaca di quei tempi. E allora mi è venuta l’idea del giornalista. Manrico voce libera. Durante il fascismo italiano o durante la guerra civile in Spagna. Così come un altro messaggio vuole essere quello della fratellanza». «Il Trovatore  – ha invece detto il direttore d’orchestra – è stata definita l’opera della passione secondo Matteo degli italiani. E’ il trionfo del romanticismo. Anche se il libretto risulta a volte incomprensibile, la musica scritta da Giuseppe Verdi raggiunge le vette più alte dando profondità e teatralità ai personaggi. E’ l’epitaffio di Giuseppe Verdi al romanticismo e al belcanto con un realismo che non è ancora verismo.

Il sindaco ha sottolineato che questo Trovatore è il primo allestimento ad Ascoli della Fondazione Rete Lirica delle Marche. «L’adesione del Comune di Ascoli alla Fondazione  – ha affermato – è una scelta culturale strategica a favore della lirica pur trattandosi della forma di spettacolo più costosa».

«Il cast – ha messo in rilievo Luciano Messi –  è formato da giovani cantanti tutti in carriera internazionale. C’è anche il soprano marchigiano (di Montemarciano, ndr) Marta Torbidoni. In occasione delle produzioni della Fondazione, le prossime saranno Così fan tutte e Falstaff, effettuiamo, con il nostro direttore artistico Alessio Vlad, anche audizioni di giovani talenti marchigiani. Ad Ascoli, nei giorni scorsi, ne abbiamo ascoltati 25. Alcuni verranno inseriti nelle opere che verranno». In sostanza è iniziata una sistematica opera di scouting lirico. Igor Giostra si è dichiarato  molto soddisfatto dell’attività della Fondazione: «Siamo riusciti a portare quest’anno le produzioni da due a tre. Qualità, quantità, risparmio, sono le nostre linee guida».

Mediamente, secondo quanto riferito da Luciano Messi, per ogni Comune coinvolto nelle produzioni, la spesa diretta è di circa 70.000 euro per ogni opera, 200.000, circa per il pacchetto di Trovatore, Così fan tutte e Falstaff. Costi contenuti per una qualità, almeno sino ad oggi, che la Fondazione ha sempre garantito. La scelta di fondo è puntare su cantanti giovani.

Ecco nel dettaglio i protagonisti del Trovatore firmato da Valentina Carrasco. Il Conte di Luna: Simone Alberghini, Leonora: Marta Torbidoni, Azucena: Silvia Beltrami, Manrico: Ivan Defabiani, Ferrando: Roberto Lorenzi, Ruiz/Un messo: Alexander Vorona, Ines: Susanna Wolff. Un vecchio zingaro: Davide Filipponi. Direttore d’orchestra: Sebastiano Rolli.  Regia e luci: Valentina Carrasco. Scene: Giada Abiendi. Costumi: Elena Cicorella. Assistente alla regia: Lorenzo Nencini. Assistente alle scene: Alice Benazzi. Orchestra Filarmonica Marchigiana. Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Maestro del Coro:  Giovanni Farini. Mimi: Francesca Introvia, Marco Loreti, Simone Mandolini, Maria Federica Ciabattoni.


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