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In ventimila alla “Fiera degli uccelli”
La pioggia non ferma l’edizione record

COMUNANZA - Domenica di festa per i visitatori giunti da Marche e Abruzzo. Circa 500 espositori e negozi hanno proposto una nutrita di varietà di prodotti e prezzi. Gli stand degli animali i più visitati. Hanno fatto centro anche la mostra cinofila e l'esposizione di Volpa

di Maria Nerina Galiè 

I nuvoloni minacciosi, che fin dal mattino presto incombevano su Comunanza, non hanno fermato le oltre 20.000 persone che domenica 7 ottobre hanno animato la 51esima edizione della “Fiera degli uccelli”. Intere famiglie sono arrivate dai comuni dell’ascolano, del fermano e del maceratese, ma anche dal vicino Abruzzo, attratti dalla nutrita offerta di prodotti di ogni genere esposti in circa 500 stand. Corsa all’acquisto ma anche momento di ritrovo per le realtà locali e per i tanti che, lasciato il paese anni fa in cerca di fortuna o di recente a causa del sisma, immancabilmente vi fanno ritorno.

In migliaia a Comunanza

Merci di tutti i tipi e per tutte le tasche. Dall’abbigliamento alla calzatura, dalla pulizia della casa alla cura della persona. E tantissimi animali, da caccia, da cortile e da compagnia, in bella mostra nella centralissima viale Dante, meta ambita soprattutto dai bambini. Non era difficile vedere papà con in mano una vaschetta dalla quale spuntava soddisfatta (e ignara della futura sorte) la testolina di una tartaruga d’acqua. Ragazzini portavano in trionfo gabbie più grandi di loro e contenti pennuti chiassosi e variopinti, o scatoloni con i buchi per lasciar respirare il nuovo membro della famiglia che poteva essere un cane, un gatto ma anche un roditore o un coniglio.
Anche i negozi hanno fatto la loro parte, organizzandosi per proporre le novità del momento insieme ad allettanti promozioni, di cui hanno approfittato i clienti di sempre e gli avventori della fiera. Presi d’assalto, soprattutto all’ora dei pasti, sia gli ambulanti del food che i bar e ristoranti del posto che proponevano piatti tipici e specialità locali. Chi tra i visitatori non voleva rubare tempo allo shopping facendo la fila per un panino, si è addirittura portato il pranzo al sacco.

Numerosi anche gli espositori di peculiarità della “terra montana”, come castagne, noci e mela rosa dei Sibillini, e tipicità quali formaggi, salumi e confetture. Ampio spazio, in questo settore, è stato dedicato al “Mercato della Terra“, a cui è stata destinata l’intera piazza Garibaldi. Se era necessario sgomitare per farsi largo tra bancarelle in numerosi tratti del percorso, in piazza la situazione era decisamente più tranquilla, forse troppo per i 15 produttori. All’unisono hanno riconosciuto che eventi come quello di Comunanza della prima domenica di ottobre si rivolgono ad un’utenza che punta di più ad altri settori merceologici. Per loro è importante vendere quanto esprimere la filosofia, del buono e genuino dal produttore al consumatore, che si cela dietro la loro attività. Nonostante ciò si sono detti soddisfatti dell’organizzazione ed hanno speso parole di gratitudine per il volenteroso gruppo (Slow Food e Comune di Comunanza con il contributo della Fondazione Carisap) che ha fornito loro più di un’occasione per farsi conoscere, crescere e confrontarsi tra colleghi.

Un momento della mostra cinofila

Solo verso le 17 il cielo plumbeo ha concretizzato le promesse ed una pioggia torrenziale ha costretto e gli espositori a riporre frettolosamente le merci per salvarle dalla rovina ed i visitatori alla fuga.
Numeri da record, comunque anche per l’edizione 2018, e un successo generalizzato. Bilancio per lo più positivo per chi stava dietro ai banconi ma anche per quelli che hanno loro sfilato davanti. Tutto è filato liscio anche dal punto di vista della sicurezza, coordinata dai militari della stazione dei carabinieri di Comunanza, guidati dal comandante Giovanni Croce, insieme con la polizia municipale, coadiuvati dai colleghi dell’Arma e della polizia locale dei Comuni limitrofi.
La “Fiera degli uccelli”, dall’insediamento della giunta comunale capeggiata dal sindaco Alvaro Cesaroni, era iniziata il giorno prima con “Aspettando la fiera”, una carrellata di eventi a fare da introduzione al tema e aprire la due giorni di festa. Il primo, il seminario dal titolo “Prodotti del bosco e marketing”, sulle strategie digitali per la promozione del territorio basato su quanto generosamente offre l’ecosistema boschivo locale. Il laboratorio permanente ad esso collegato, ed allestito nel Palafiera fino alla domenica sera, ha permesso di approfondire l’argomento e fare esperienze sensoriali “sul campo”, sotto la guida esperta del dottor Serafino Fioravanti.

L’inaugurazione della mostra di Volpa

Ancora sabato pomeriggio, 6 ottobre, per la mostra cinofila, 24 splendidi esemplari si sono esibiti sulla pubblica piazza. Uno il vincitore: Ray, un collie scozzese di 3 anni, il cui proprietario vive a Force. Nell’ambito della competizione, un momento significativo è stato rappresentato dalla presenza del gruppo cinofilo della Croce Rossa Marche. Cani e addestratori si sono cimentati in una dimostrazione pratica delle loro abilità che spesso si rivelano indispensabili in alcune fasi del soccorso.
Si intitolava invece “Agrilienza – La tenacia sibillina”, l’esposizione di pittura inaugurata sabato dal sindaco Cesaroni con l’assessore Rita Simonelli ed il consigliere comunale e provinciale Alberto Antognozzi, e che ha visto la partecipazione di Anna Casini, vicepresidente della Regione Marche e Gino Sabatini presidente della Camera di Commercio di Ascoli. Opere del marchigiano Max Volpa, al secolo Massimo Volponi, sono state ospitate il 6 ed il 7 ottobre in piazza IV Novembre nella sede della cooperativa di comunità “Sibillini”, presieduta da Ugo Pazzi. Alla critica d’arte Anna Adele Amadio è stata affidata l’introduzione. Dalle macerie del terremoto, espressione della ribellione della natura, l’occasione di un riavvicinamento alla terra, nella quale affondano le radici delle comunità più colpite, per riorganizzarsi restando ancorati ai propri territori. La testimonianza personale di Sara Calisti, affidata ai suoi scritti, ha ispirato il poliedrico artista che, in linea con il suo stile basato sulla contaminazione dei linguaggi, ha iconizzato la fiducia e la caparbietà degli agricoltori del cratere che stanno affrontando la difficile sfida della ricostruzione e della ripresa della loro attività economica.

Sabatini, Cesaroni e Volpa

Da sinistra Antognozzi e Simonelli


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